La cura può assumere forme diverse. È innovazione e tecnologia al servizio della salute, ma anche attenzione alle persone, alle relazioni, all’ambiente e alle comunità di cui facciamo parte.
Da questa visione nasce ab saturday, l’appuntamento che ogni anno riunisce dipendenti, famiglie e amici di ab medica in una giornata dedicata all’incontro, alla scoperta e alla partecipazione. Un momento che, nel tempo, è diventato molto più di una tradizione aziendale è un’occasione per condividere esperienze, valori e interessi che contribuiscono a rafforzare il senso di comunità.
Oltre 600 persone hanno preso parte all’edizione 2026, ospitata per la prima volta nella storica Villa Andrea Ponti di Varese. Una nuova cornice per un appuntamento che da quindici anni accompagna la crescita della comunità ab medica, coinvolgendo generazioni diverse attorno a temi come cultura, prevenzione, sostenibilità, inclusione e rispetto.
Il filo conduttore scelto per questa edizione, “L’arte di stare insieme”, ha accompagnato l’intera giornata, dando spazio a momenti di approfondimento, intrattenimento e partecipazione pensati per adulti e bambini.
La scelta di Villa Andrea Ponti, la più grande delle storiche Ville Ponti di Varese, costruita tra il 1858 e il 1859 su progetto dell’architetto milanese Giuseppe Balzaretto per l’industriale Andrea Ponti, non è stata casuale: è infatti un luogo simbolo della storia e dell’identità del nostro territorio.
Sul palco, a guidare la giornata, La Pina, Diego e dj Tato di Radio Deejay. Insieme hanno accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti del programma, intrecciando racconti, approfondimenti e momenti di intrattenimento.
La conoscenza come forma di partecipazione
La giornata si è aperta con “Quel che non sai di Varese”, l’intervento del divulgatore culturale Samuele Corsalini, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta di storie, curiosità e luoghi del territorio.
Un momento che ha offerto l’opportunità di riflettere sul valore della conoscenza come strumento di partecipazione e condivisione. Perché costruire comunità significa anche custodire e trasmettere il patrimonio di storie, esperienze e identità che caratterizzano i luoghi intorno a noi. Significa creare occasioni di dialogo tra generazioni e alimentare quella curiosità che rappresenta spesso il primo passo verso una maggiore consapevolezza.
Il rispetto come responsabilità condivisa
Tra i temi al centro dell’edizione 2026 anche quello dell’inclusione e della cultura del rispetto, affrontato attraverso “Stavo scherzando!”, il momento realizzato insieme a Mara Ghidorzi di Fondazione Libellula.
Attraverso situazioni ispirate alla quotidianità, il pubblico è stato coinvolto in una riflessione sulle micro aggressioni e sugli stereotipi culturali, consenso e sessualità che possono nascondersi dietro parole e comportamenti apparentemente innocui. Un’occasione per promuovere maggiore consapevolezza sul valore delle relazioni e sul ruolo che ciascuno può avere nella costruzione di ambienti più inclusivi e rispettosi.
Un messaggio particolarmente significativo in un contesto in cui erano presenti persone di età diverse, famiglie e bambini, a conferma di come la cultura del rispetto sia un patrimonio da costruire e trasmettere giorno dopo giorno.
L’incontro si inserisce nel più ampio percorso che ab medica porta avanti sui temi della parità di genere e dell’inclusione, anche attraverso la certificazione UNI/PdR 125:2022 e la collaborazione con Fondazione Libellula.
La prevenzione che parte dai gesti quotidiani
Prendersi cura significa anche sviluppare una maggiore attenzione verso la propria salute.
La prevenzione è stata protagonista di “Salviamoci la pelle”, l’incontro con la dermatologa Elena Ghiselli dedicato alla salute della pelle e alla diffusione di comportamenti corretti per imparare a vivere il sole in modo consapevole.
Un’occasione per continuare a ricordare come la prevenzione sia uno degli strumenti più efficaci per prendersi cura di sé e delle persone che ci stanno accanto e come la consapevolezza rappresenti il primo passo verso la tutela della propria salute.
Dalle api una lezione di sostenibilità e collaborazione
“A ciascuno il suo… ruolo”, un’attività realizzata insieme ad Apicoltura Urbana, ha accompagnato adulti e bambini alla scoperta del mondo delle api.
Attraverso il linguaggio del teatro e del gioco, il pubblico ha potuto osservare da vicino come ogni componente dell’alveare contribuisca al benessere della comunità, dimostrando che collaborazione, responsabilità e condivisione dei ruoli sono elementi essenziali per raggiungere un obiettivo comune.
L’attività ha rappresentato anche un’occasione per raccontare il percorso che ab medica porta avanti attraverso il progetto caring for bees e le visite all’apiario ab medica, che coinvolgono collaboratori e famiglie nella scoperta del ruolo fondamentale che le api svolgono per la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi.
Un impegno che nasce dalla convinzione che la sostenibilità non sia soltanto un obiettivo da perseguire, ma una cultura da diffondere, soprattutto tra le nuove generazioni. Comprendere il valore della biodiversità significa infatti sviluppare una maggiore consapevolezza del legame che unisce persone, ambiente e futuro.
La salute spiegata a tutte le età
Con “La salute vien ridendo”, Mara Tona e Vera Stanca hanno raccontato temi come alimentazione, attività fisica, sonno e gestione dello stress attraverso un linguaggio semplice, partecipativo e accessibile.
Un momento in grado di coinvolgere pubblici diversi e trasformare la prevenzione in un’esperienza condivisa, capace di avvicinare adulti e bambini a comportamenti più consapevoli attraverso il gioco e l’interazione. Perché la cultura della salute cresce più facilmente quando riesce a parlare a tutti.
Crescere insieme, generazione dopo generazione
La giornata ha alternato momenti di approfondimento e attività dedicate alle famiglie e alle nuove generazioni, tra laboratori creativi, attività educative, giochi di squadra e spazi pensati per i più piccoli. Una scelta che riflette una convinzione profonda, la cura non riguarda soltanto il presente, ma anche la capacità di trasmettere valori, conoscenze e responsabilità alle generazioni che verranno.
A chiudere l’evento è stata la performance degli AB/DC, la band nata spontaneamente all’interno dell’azienda e composta da collaboratori provenienti da funzioni e percorsi professionali differenti. Un finale simbolico che racconta meglio di ogni altra immagine il significato di ab Saturday, persone che ogni giorno collaborano nel lavoro e che scelgono di condividere passioni, talenti ed energie anche oltre il contesto professionale.
Una cultura della cura che guarda al futuro
“Da quindici anni ab saturday è uno dei momenti più attesi da tutti noi, dove famiglie, amici e colleghi di generazioni diverse si incontrano per vivere una giornata spensierata e divertente costruita attorno ai valori che da sempre ci contraddistinguono. Perché la cura non riguarda soltanto ciò che facciamo, ma il modo in cui scegliamo di stare insieme” commenta Francesca Cerruti, ceo ab medica.
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Una ringraziamento speciale a tutti i partner che hanno collaborato insieme a noi per la realizzazione dell’evento: BC Eventi, Chocolat Pubblicità, Kikolle, PixelWave e Camera di Commercio di Varese.