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06/07/2026

Esperienze cliniche a confronto allo User Meeting BioPince Ultra

Specialisti riuniti allo User Meeting BioPince Ultra ospitato da ab medica

Dalla qualità del campione alla valutazione istopatologica: esperienze da polmone, fegato e rene.

Ottenere campioni tissutali adeguati alla valutazione istopatologica è una delle esigenze condivise dai professionisti coinvolti nel percorso diagnostico. È stato questo il tema al centro dello User Meeting dedicato alla soluzione BioPince Ultra che ha riunito in ab medica specialisti provenienti da diverse realtà ospedaliere italiane per confrontarsi sul ruolo del campione bioptico nel percorso diagnostico-terapeutico. Nel corso della giornata, il dibattito ha affrontato il tema del campione bioptico dalle indicazioni oncologiche alla diagnosi anatomopatologica, per poi approfondire le applicazioni cliniche nelle lesioni polmonari, nelle lesioni del fegato e nelle masse renali.

Lesioni epatiche: ottenere più tessuto a parità di calibro

Nel corso del confronto dedicato alle sfide diagnostiche nelle lesioni del fegato, il Prof. Marco Calandri, Città della Salute e della Scienza di Torino, ha evidenziato il valore di poter disporre di una maggiore quantità di tessuto a parità di calibro dell’ago.

“L’opportunità di utilizzare dispositivi come BioPince, che consentono di ottenere una maggiore quantità di tessuto a parità di calibro dell’ago, rappresenta un vantaggio importante sia per l’operatore sia per il paziente. Permette infatti di acquisire un singolo campione bioptico già altamente informativo per la valutazione anatomopatologica”.

Nella sua esperienza, in particolare nelle biopsie di organi solidi e nei pazienti sottoposti a trapianto, un singolo prelievo può consentire all’anatomopatologo di valutare l’intera architettura tissutale:

“Nella mia pratica clinica, ad esempio, nelle biopsie di organi solidi e in particolare nei pazienti sottoposti a trapianto, un singolo prelievo, ad esempio un frustolo di 23 mm, consente spesso all’anatomopatologo di valutare l’intera architettura tissutale senza la necessità di ulteriori passaggi bioptici. Questo si traduce in una riduzione del rischio di complicanze procedurali e in un miglioramento del comfort del paziente”.

Masse renali: campioni idonei alla valutazione istopatologica

Con riferimento alla biopsia di precisione nelle masse renali:

“BioPince Ultra è un ago da biopsia introdotto recentemente nella nostra struttura ospedaliera che ha apportato benefici significativi alla pratica clinica. Innanzitutto, si distingue per la facilità di utilizzo, soprattutto nelle procedure bioptiche caratterizzate da una maggiore complessità anatomica, grazie alla migliore maneggevolezza del dispositivo e alla capacità di ottenere un frustolo tissutale adeguato”.

A parlacene è il Dott. Daniele Morosetti, Policlinico Tor Vergata di Roma, che ha sottolineato quanto la capacità di ottenere campioni idonei alla valutazione istopatologica rappresenti un elemento rilevante nella gestione del paziente evidenziando quanto BioPince Ultra sia il vero game changer:

Al tempo stesso, mantiene quello che è sempre stato il suo principale punto di forza: la capacità di fornire in modo costante un campione idoneo alla valutazione istopatologica. Questo aspetto ha un impatto rilevante sulla gestione del paziente”.

 

Lesioni polmonari: l’importanza di un campione bioptico adeguato

Nell’ambito delle lesioni polmonari, la crescente personalizzazione delle terapie oncologiche rende sempre più importante poter disporre di una quantità adeguata di materiale bioptico per i test anatomopatologici oggi disponibili.

In questo contesto, è stato il Dott. Giulio Lombardi ha condividere come l’ottenere campioni tissutali adeguati riducendo al minimo il numero di passaggi rappresenti un aspetto particolarmente rilevante della procedura. BioPince Ultra, grazie alla tecnologia Full Core, consente di ottenere campioni integri e di qualità e può essere utilizzato in abbinamento a un introduttore coassiale. Una combinazione particolarmente importante nella biopsia polmonare, dove la sicurezza del campionamento e la possibilità concreta di disporre di materiale adeguato devono confrontarsi con la necessità di ridurre al minimo il rischio di pneumotorace.

 

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