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29/09/2026

Giornata Mondiale del Cuore 2026

Giornata Mondiale del Cuore 2026, campagna Don’t Miss a Beat

Non aspettare che il cuore chieda attenzione. È questo il senso di “Don’t Miss a Beat”, il messaggio che la World Heart Federation rilancia nel 2026 per la Giornata Mondiale del Cuore.

Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte nel mondo, con oltre 20 milioni di decessi ogni anno. Nel 2026, la campagna della World Heart Federation invita a prestare attenzione proprio a ciò che può sfuggire: un sintomo insolito, un fattore di rischio che non dà segnali evidenti, un cambiamento che merita di essere approfondito.

(Fonte: https://world-heart-federation.org/news/world-heart-federation-launches-2026-dont-miss-a-beat-campaign-to-highlight-hidden-symptoms-of-heart-disease/)

Quando il cuore non dà segnali evidenti

Non tutte le condizioni cardiovascolari si fanno riconoscere attraverso sintomi chiari. È il caso, per esempio, dell’ipertensione arteriosa, che può non provocare disturbi evidenti pur rappresentando un importante fattore di rischio cardiovascolare.

Conoscere la propria pressione, tenere sotto controllo i principali fattori di rischio e seguire le indicazioni del medico significa avere più strumenti per prendersi cura della propria salute cardiovascolare.

La prevenzione comincia anche da qui: non trascurare ciò che può sembrare normale o non abbastanza importante da richiedere un controllo.

Riconoscere i segnali

Dolore o fastidio al torace, difficoltà respiratoria, stanchezza insolita, nausea e altri disturbi possono accompagnare una condizione cardiovascolare. Non sempre, però, vengono associati immediatamente al cuore e alcuni possono essere sottovalutati.

È proprio su questo aspetto che si concentra il primo messaggio della campagna 2026 della World Heart Federation, “See the signs”: alcuni segnali delle malattie cardiovascolari possono passare inosservati e il loro riconoscimento tempestivo può favorire un intervento più precoce.

(Fonte: https://world-heart-federation.org/world-heart-day/)

Un’attenzione particolare riguarda anche la salute cardiovascolare delle donne, perché alcuni sintomi possono essere meno facilmente riconosciuti, contribuendo a ritardi nella diagnosi e nel trattamento.

La prevenzione passa dalla prossimità

Accorgersi di un possibile segnale è importante. Altrettanto importante è poter contare su occasioni di prevenzione e valutazione facilmente accessibili.

È in questa direzione che si inserisce, nel 2026, “Cuore di donna in Farmacia”, la campagna nazionale di prevenzione cardiovascolare al femminile promossa da Cittadinanzattiva e Federfarma. L’iniziativa prende il via il 29 settembre, Giornata Mondiale del Cuore, e porta nel mese di ottobre uno screening cardiovascolare gratuito nelle farmacie aderenti, rivolto alle donne tra i 40 e i 60 anni.

Il percorso comprende la valutazione del rischio cardiovascolare, la misurazione della pressione arteriosa e la rilevazione di peso, altezza e circonferenza vita. Nelle farmacie che offrono servizi di telemedicina è previsto anche l’elettrocardiogramma, eseguito in farmacia e refertato a distanza da cardiologi.

La farmacia si conferma così un presidio sanitario di prossimità, creando un’occasione concreta per conoscere il proprio profilo di rischio e orientarsi, quando necessario, verso ulteriori approfondimenti.

(Fonte: https://www.cittadinanzattiva.it/progetti/17952-cuore-in-farmacia-prevenzione-cardiovascolare-e-screening-al-femminile.html)

Dalla prevenzione alla continuità della cura

La salute cardiovascolare non si tutela soltanto attraverso la prevenzione. Richiede anche percorsi di cura capaci di garantire continuità, accessibilità e tempestività, mettendo in relazione territorio, strutture sanitarie e competenze specialistiche.

È una prospettiva affrontata anche da GISE – Società Italiana di Cardiologia Interventistica attraverso RESIL-Card, progetto europeo che utilizza uno strumento di autovalutazione rivolto alle strutture sanitarie per analizzare l’organizzazione dei percorsi cardiovascolari e individuare eventuali aree di fragilità.

(Fonte: https://gise.it/resilcard)

Nel giugno 2026 GISE ha indicato, tra gli obiettivi del progetto, anche l’integrazione di telemedicina, PNRR e formazione multidisciplinare, nell’ottica di rafforzare la continuità delle cure e il collegamento tra ospedale e territorio.

(Fonte: https://gise.it/resilcard)

Un altro tema affrontato da GISE nel 2026 è quello dell’equità nell’accesso alle cure cardiovascolari. Con GAP2CARE – Misurare le differenze per garantire equità, la Società Italiana di Cardiologia Interventistica ha presentato al Ministero della Salute i dati di attività 2025 dei centri di emodinamica italiani, nell’ambito di un confronto sulle differenze nell’assistenza cardiovascolare.

(Fonte: https://gise.it/notizie/Undefined/0/0/478)

La tecnologia può avvicinare prevenzione e cura

In questo scenario, la telemedicina può contribuire a ridurre le distanze tra persona, territorio e professionisti sanitari.

Collegare un servizio territoriale alle competenze specialistiche significa poter facilitare l’accesso ad alcuni servizi diagnostici e creare un collegamento più diretto tra l’esecuzione di un esame e la sua valutazione clinica.

È il modello alla base di maia connected care, la piattaforma di telemedicina di ab medica, che consente di integrare servizi sanitari territoriali e competenze specialistiche a distanza.

La tecnologia non sostituisce la valutazione clinica, ma può contribuire a rendere più accessibili alcuni servizi, facilitare la valutazione a distanza e sostenere la continuità del percorso di cura.

Non perdere un battito significa non perdere un segnale

La Giornata Mondiale del Cuore 2026 porta l’attenzione su ciò che può essere facilmente trascurato: un fattore di rischio, un sintomo insolito, un cambiamento che merita di essere approfondito.

Riconoscere i segnali. Proteggere il cuore. Rafforzare i percorsi di cura.

È questo il filo che unisce la campagna “Don’t Miss a Beat” della World Heart Federation: dalla cons

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