Il nuovo episodio podcast di Dire Fare Curare, “Antonio: la rete Telestroke, un prezioso alleato contro l’ictus”, racconta la storia di Antonio e di una rete che, grazie a un modello organizzativo di telemedicina e alla tecnologia Teledoc, permette al dott. Francesco Barone, al Pronto Soccorso di Sapri, e alla dott.ssa Teresa Cuomo, nella Stroke Unit di Nocera Inferiore, di lavorare insieme in tempo reale, come se fossero nella stessa stanza, mettendo la loro competenza al servizio del paziente. A completare il racconto è la voce di Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia ODV, che richiama il valore dell’informazione, del riconoscimento precoce dei sintomi e dell’accompagnamento delle persone anche dopo la fase acuta dell’ictus.
L’ictus è una delle principali emergenze neurologiche tempo-dipendenti. Riconoscere subito i sintomi, effettuare rapidamente la valutazione specialistica e individuare il trattamento più appropriato può incidere in modo decisivo sul percorso clinico e sulla qualità di vita del paziente.
È in questo scenario che opera la rete Telestroke dell’ASL Salerno, un modello organizzativo di telemedicina che mette in collegamento i Pronto Soccorso del territorio con i neurologi dei centri Hub. L’obiettivo è rendere disponibile la competenza specialistica fin dal primo accesso del paziente, anche negli ospedali che non dispongono della presenza continuativa di un neurologo.
Come funziona la rete Telestroke che collega ospedali, professionisti e competenze
La rete Telestroke dell’ASL Salerno applica il modello organizzativo Hub & Spoke alla gestione dell’ictus, mettendo in collegamento i Pronto Soccorso della rete con i neurologi delle Stroke Unit.
Quando un paziente con sospetto ictus arriva in uno dei presidi Spoke, il medico del Pronto Soccorso può attivare immediatamente il teleconsulto con il neurologo del centro Hub. In tempo reale, i due professionisti condividono la valutazione clinica, analizzano gli esami disponibili e individuano insieme il percorso assistenziale più appropriato.
Sulla base della valutazione specialistica, il paziente può essere trattato direttamente nell’ospedale di accesso oppure trasferito al centro Hub se necessita di procedure di maggiore complessità o del ricovero in Stroke Unit. Il teleconsulto consente inoltre di riconoscere condizioni che possono presentare sintomi simili a quelli dell’ictus, contribuendo a evitare trasferimenti non necessari.
Il valore del progetto, quindi, non consiste semplicemente nell’attivare una videochiamata tra due ospedali. La tecnologia opera all’interno di un percorso clinico definito, nel quale professionisti diversi condividono informazioni, responsabilità e decisioni.
Lo sottolinea la dott.ssa Teresa Cuomo, Direttrice della UOC Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore
“C’è una continuità della presa in carico e del passaggio di consegne. Il paziente, una volta entrato nelle maglie di questa rete, non ne esce più.”
La rete accompagna quindi il paziente dal primo accesso in Pronto Soccorso alla valutazione neurologica, fino alla scelta del trattamento e all’eventuale trasferimento verso il centro Hub.
Teledoc: la tecnologia che rende possibile la telepresenza del neurologo
La rete Telestroke dell’ASL Salerno si avvale di Teledoc, il sistema robotizzato di telepresenza clinica installato nei presidi Spoke. Attraverso una Control Station, il neurologo del centro Hub può collegarsi con il Pronto Soccorso, dialogare con il personale sanitario, visitare il paziente, orientare la telecamera e osservare in alta definizione gli elementi utili alla valutazione neurologica.
La tecnologia consente allo specialista di seguire l’esame clinico, affiancare il medico e il personale sanitario presenti accanto al paziente e condividere in tempo reale le informazioni necessarie alla decisione terapeutica.
Come spiega il dott. Francesco Barone, Responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sapri
“Il paziente viene posizionato sul lettino, viene attivato il Teledoc, il neurologo si collega, ci scambiamo le prime informazioni e iniziamo insieme la visita neurologica.”
Dal lato della Stroke Unit, la dott.ssa Teresa Cuomo descrive così l’esperienza del teleconsulto:
“Dalla mia postazione riesco ad avvicinarmi, ad allontanarmi e a guardare il paziente da qualsiasi angolazione. È come essere lì.”
Teledoc non sostituisce la presenza del medico in Pronto Soccorso né il rapporto diretto con il paziente. Consente invece al neurologo del centro Hub e al medico dello Spoke di lavorare insieme in tempo reale, condividendo osservazioni, competenze e decisioni cliniche, così da rendere disponibile la valutazione neurologica specialistica fin dalle prime fasi dell’emergenza. In questo modo la distanza geografica non diventa una distanza assistenziale: la competenza neurologica raggiunge rapidamente il luogo in cui si trova il paziente, mentre il centro Hub può prepararsi all’eventuale presa in carico dei casi che richiedono trattamenti avanzati.
I risultati della rete Telestroke dell’ASL Salerno
In una patologia tempo-dipendente come l’ictus, il valore di una rete si misura nella capacità di garantire il trattamento più appropriato nel luogo giusto e nel minor tempo possibile. Un tema richiamato anche da Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia, che nel podcast ricorda che ogni anno in Italia circa 120.000 persone sono colpite da ictus.
A confermare il valore del modello sono anche i risultati presentati dall’ASL Salerno nell’aprile 2025, durante l’incontro “Innovazione e collaborazione nella gestione stroke: la sanità che evolve grazie alla tecnologia”. Secondo i dati* illustrati dall’Azienda Sanitaria:
- l’88% dei pazienti è stato trattato nei centri Spoke;
- il 5% è stato trasferito al centro Hub;
- nel 7% dei casi il teleconsulto ha consentito di evitare un trasferimento ritenuto non appropriato.
Questi risultati dimostrano la capacità della rete di gestire la maggior parte dei pazienti direttamente negli ospedali del territorio, riservando il trasferimento al centro Hub ai casi che richiedono trattamenti specialistici e contribuendo a un utilizzo più appropriato delle risorse assistenziali.
A conferma del valore del progetto, “Time is brain! Telestroke e la rete aziendale delle patologie tempo-dipendenti” ha ricevuto nel 2023 il Premio Innovazione in Sanità Digitale AGENAS–SICS, assegnato per l’innovatività, la sostenibilità e la replicabilità del modello. Nel 2025 la rete ha ottenuto anche il Lean Healthcare Award per il contributo alla riorganizzazione dei processi assistenziali.
*Fonte dati: ASL Salerno, incontro “Innovazione e collaborazione nella gestione stroke: la sanità che evolve grazie alla tecnologia”, aprile 2025.
La storia di Antonio: quando ogni minuto conta
Il valore della rete Telestroke emerge con chiarezza nella storia di Antonio. Mentre torna da una visita all’Ospedale di Sapri, Antonio non riesce più a parlare. Sua figlia riconosce immediatamente la gravità della situazione e torna senza perdere tempo al Pronto Soccorso. Qui viene attivata la rete Telestroke. In pochi minuti, il personale sanitario dell’Ospedale di Sapri si collega con la Stroke Unit dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Il neurologo valuta Antonio a distanza e partecipa, insieme ai medici presenti, alla definizione del trattamento più appropriato.
Dopo il primo intervento viene individuata l’occlusione di un grosso vaso cerebrale. Antonio viene quindi trasferito in eliambulanza a Nocera Inferiore, dove l’équipe è già pronta ad accoglierlo e a procedere con il trattamento.
Oggi Antonio sta bene. Parla, ricorda la propria storia e ha ripreso le attività della vita quotidiana.
“Ho conosciuto qualche persona che ha avuto il mio stesso problema e oggi non si ricorda più niente, nemmeno casa sua. Di questo mi sento fortunato, perché vedendo altre persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza mi rendo conto che non tutti si sono ripresi come mi sono ripreso io.”
Le parole di Antonio restituiscono tutto il valore umano della rete: la possibilità che un intervento tempestivo possa preservare ciò che l’ictus rischia di portare via, come la memoria, gli affetti e la propria vita quotidiana.
“La rete Telestroke della ASL Salerno – ha dichiarato l’ing. Gennaro Sosto, Direttore Generale dell’Asl di Salerno – rappresenta oggi un esempio concreto di sanità pubblica che innova, collabora e mette il tempo al servizio della vita delle persone. Organizzazione, tecnologia e competenze specialistiche lavorano insieme per garantire ai pazienti, residenti e visitatori, un accesso rapido alle cure neurologiche anche nelle aree più lontane dai grandi centri ospedalieri”.
Riconoscere l’ictus: il metodo FAST
Accanto all’organizzazione della rete e alla disponibilità della tecnologia resta fondamentale la capacità dei cittadini di riconoscere i primi segnali dell’ictus per attivare prima il percorso di emergenza e aumentare le possibilità di accedere rapidamente alle cure.
Nel podcast, Andrea Vianello, presidente di ALICe Italia, richiama l’attenzione sull’improvvisa comparsa della patologia:
“L’ictus è un fulmine che arriva improvvisamente. È importante far capire che può succedere e riconoscerne subito i segnali.”
Per ricordare i principali campanelli d’allarme, un metodo semplice è l’acronimo FAST
- Face: osservare se il volto appare asimmetrico o se un lato della bocca è abbassato;
- Arm: verificare se la persona riesce a sollevare entrambe le braccia;
- Speech: prestare attenzione a difficoltà nel parlare o nel comprendere;
- Time: intervenire subito, chiamare immediatamente il 112 o il 118.
Dopo l’emergenza: riabilitazione e qualità della vita
Con il contributo del presidente di A.L.I.Ce. Italia trova spazio anche una riflessione su ciò che accade dopo la fase acuta. Come osserva Andrea Vianello:
“Il sistema ictus si è concentrato per salvare i nostri cervelli nei modi migliori. Poi, però, c’è il dopo. E mentre nell’emergenza c’è poco tempo, dopo c’è tanto tempo: riabilitazione, recupero e, a volte, solitudine. Su questo il faro deve essere acceso.”
Superata l’emergenza, il paziente deve affrontare un percorso lungo, che coinvolge la riabilitazione, il recupero dell’autonomia, il sostegno psicologico, la vita familiare e il ruolo dei caregiver.
“Arrivare in tempo significa aumentare le possibilità di cura. Ma prendersi cura di una persona significa anche accompagnarla nel tempo, sostenendone il recupero, l’autonomia e il ritorno alla vita quotidiana.”
Dire Fare Curare: raccontare per informare e restituire fiducia
La rete Telestroke dell’ASL Salerno è fatta di organizzazione, competenze e tecnologia. Ma, prima di tutto, è fatta di persone: di chi vive un’emergenza improvvisa e di chi interviene ogni giorno per offrire al paziente le migliori possibilità di cura.
È da questo incontro di voci che nasce il nuovo episodio di Dire Fare Curare. La testimonianza di Antonio, il racconto dei professionisti sanitari e il contributo di A.L.I.Ce. Italia ODV offrono prospettive diverse ma complementari, che aiutano a comprendere non solo come funziona una rete di telemedicina, ma soprattutto quale impatto possa avere sulla qualità della cura e sulla vita delle persone.
Raccontare queste storie significa trasformare esperienze reali in conoscenza condivisa. Significa offrire ai cittadini informazioni affidabili, aiutare a riconoscere i segnali di una patologia, comprendere i percorsi di cura e contribuire a costruire una cultura della salute più consapevole.
Perché conoscere queste esperienze significa anche restituire fiducia: nella possibilità di essere curati, nelle competenze dei professionisti e in una sanità che, quando organizzazione, tecnologia e persone lavorano insieme, può fare la differenza per chi si trova ad affrontare un percorso di cura.
Per approfondire, è possibile consultare il COMUNICATO STAMPA completo qui.
ASCOLTA QUI “Antonio: la rete Telestroke, un prezioso alleato contro l’ictus”