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23/06/2026

Nevralgia del trigemino, adenomi ipofisari e melanoma uveale: i dati presentati a ISRS 2026 sulla radiochirurgia CyberKnife

Risultati a lungo termine nella nevralgia del trigemino, dati prospettici negli adenomi ipofisari non secernenti e controllo locale del 100% nel melanoma uveale. Al congresso della International Stereotactic Radiosurgery Society (ISRS) 2026 di Sydney sono stati presentati tre studi italiani che hanno valutato l’impiego della radiochirurgia CyberKnife in differenti contesti clinici.

 

Risultati a lungo termine in pazienti trattati con radiochirurgia CyberKnife per la nevralgia del trigemino

Al congresso ISRS 2026 di Sydney, il Centro Diagnostico Italiano ha presentato uno studio sui risultati a lungo termine del trattamento della nevralgia del trigemino con radiochirurgia CyberKnife.

La nevralgia del trigemino è una delle forme più invalidanti di dolore facciale: provoca crisi intense e ricorrenti, spesso descritte come scosse elettriche, con un impatto importante sulla qualità di vita. In questo contesto, la radiochirurgia si è affermata come un’opzione terapeutica efficace e non invasiva. Il CyberKnife è una tecnologia di radiochirurgia non invasiva e ad alta precisione: tratta il nervo senza incisioni, concentrando la dose sul bersaglio e limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti.

Lo studio del CDI ha analizzato 426 pazienti, con un follow-up medio di 62,5 mesi (oltre 5 anni). Il protocollo prevedeva un’irradiazione omogenea non isocentrica di un segmento esteso di 6 mm del nervo trigemino, con una dose di 60 Gy; nei casi di dolore resistente o recidivato era previsto un secondo trattamento con dose ridotta a 45 Gy. All’ultimo controllo, il 92,7% dei pazienti ha ottenuto un controllo soddisfacente del dolore, stabile in media per quasi 4 anni. Nei casi di recidiva, il ritrattamento ha ulteriormente migliorato i risultati, mantenendo un buon profilo di sicurezza e una bassa incidenza di complicanze sensoriali fastidiose.

La combinazione di casistica ampia, lungo follow-up e solidità dei risultati rappresenta uno dei principali punti di forza dello studio rafforzando le evidenze a favore della radiochirurgia come opzione non invasiva per la nevralgia del trigemino. CyberKnife si conferma una soluzione efficace, sicura e non invasiva, con risultati favorevoli anche nel lungo periodo. Gli autori sottolineano inoltre che gli esiti ottenuti sono competitivi rispetto ad altre tecniche.

 

Radiochirurgia multisessione per adenomi ipofisari non secernenti: uno studio prospettico esplorativo

La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta ha presentato uno studio sulla radiochirurgia con CyberKnife per gli adenomi ipofisari non secernenti.

Si tratta di tumori dell’ipofisi che non producono un eccesso di ormoni, ma che possono causare problemi per effetto della loro crescita. Soprattutto disturbi visivi, cefalea e deficit della funzione ipofisaria. Il trattamento è di solito chirurgico; la radiochirurgia viene utilizzata nei casi residui, recidivati o quando l’intervento non è indicato. La radioterapia in più frazioni (multisessione) consente di trattare in modo efficace proteggendo meglio le strutture più delicate. Vantaggio particolarmente utile quando il tumore è grande o vicino alle vie ottiche.

In questo contesto, il CyberKnife permette un trattamento non invasivo e molto preciso. Nello studio del Besta, 25 pazienti arruolati tra il 2020 e il 2023 sono stati trattati con 25 Gy in 5 frazioni. Dopo un follow-up medio di 34 mesi, nessuna lesione trattata ha mostrato progressione radiologica. La funzione visiva è stata generalmente preservata, anche nei casi con vicinanza alle vie ottiche. La tossicità è risultata limitata: si è registrato un solo evento transitorio correlato ai nervi cranici e in quattro pazienti sono stati necessari piccoli aggiustamenti della terapia ormonale sostitutiva.

La radiochirurgia multisessione con CyberKnife è una soluzione sicura ed efficace per adenomi ipofisari non secernenti selezionati, soprattutto quando la vicinanza al chiasma ottico rende più delicato il trattamento. La rilevanza dello studio sta nel fornire dati prospettici a supporto di un approccio non invasivo in una sede anatomica complessa.

 

Radioterapia stereotassica ipofrazionata per il melanoma uveale

Il Centro Diagnostico Italiano ha presentato uno studio sul trattamento del melanoma uveale con radioterapia stereotassica ipofrazionata CyberKnife.

Il melanoma uveale è il tumore maligno intraoculare più frequente nell’adulto e richiede una gestione altamente specialistica, sia per il possibile danno visivo sia per il rischio di diffusione metastatica. Oggi il trattamento punta non solo al controllo del tumore, ma anche alla conservazione dell’occhio e della vista, quando possibile. Tra le opzioni terapeutiche vi sono enucleazione, brachiterapia, protonterapia e radioterapia stereotassica. In questo contesto, il CyberKnife consente un trattamento non invasivo e ad alta precisione, concentrando la dose sul bersaglio e limitando l’esposizione dei tessuti sani.

Lo studio del CDI ha valutato 68 pazienti trattati tra il 2014 e il 2024, con un follow-up medio di 46,5 mesi. Il dato più rilevante è il 100% di controllo locale, associato a una significativa riduzione dello spessore tumorale e a un miglioramento del distacco di retina. Gli effetti collaterali oculari osservati sono risultati coerenti con quanto atteso.

CyberKnife si conferma una soluzione efficace, minimamente invasiva e ben tollerata per il trattamento del melanoma uveale in pazienti selezionati. La rilevanza del lavoro sta nella capacità di documentare, su una casistica concreta e con un follow-up significativo, il valore di una strategia conservativa in una patologia oncologica complessa. I risultati sono coerenti con la letteratura; resta il limite della natura retrospettiva dello studio, che rende necessario un ulteriore follow-up per confermare i dati nel più lungo periodo.

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