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02/09/2026

Monitoraggio continuo in Geriatria: il progetto pilota dell’Ospedale Miulli

WinPack per il monitoraggio continuo dei pazienti: benefici per sicurezza, organizzazione e qualità dell’assistenza

Dal progetto pilota ai primi risultati: il monitoraggio continuo con WinPack in Geriatria dimostra benefici concreti per sicurezza, assistenza e organizzazione.

Tre mesi di sperimentazione, centinaia di ore di monitoraggio e un obiettivo preciso: capire se il monitoraggio continuo possa cambiare concretamente la gestione del paziente geriatrico per valutare un nuovo modello assistenziale dedicato ai pazienti a maggiore complessità clinica. I risultati preliminari del progetto pilota “High Care in Geriatria”, sviluppato presso l’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” con il supporto della tecnologia indossabile WinPack, raccontano che questo cambiamento è possibile.

La sperimentazione ha prodotto evidenze significative sulla riduzione del rischio clinico, sull’organizzazione del lavoro e sull’efficienza dei percorsi di cura. A raccontarne il valore sono tre figure che hanno vissuto il progetto: il Direttore dell’U.O.C. di Geriatria, il Coordinatore Infermieristico e il Direttore Sanitario.

 

Monitoraggio continuo: riconoscere prima il deterioramento clinico per proteggere il paziente

A guidare la sperimentazione è stato il Dott. Franco Mastroianni, Direttore dell’U.O.C. di Geriatria dell’Ospedale Miulli, che fin dall’avvio del progetto ne ha definito l’impostazione clinica e gli obiettivi assistenziali.

Per il Dott. Mastroianni il primo risultato riguarda la possibilità di intervenire prima che il quadro clinico del paziente peggiori:

“Oggi la gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie è un asset molto importante per i sistemi organizzativi. A maggior ragione disporre di strumenti che regolano, governano e controllano il rischio clinico è un’opportunità che non possiamo assolutamente lasciar passare.”

Nel progetto pilota, il monitoraggio continuo attraverso un dispositivo indossabile ha consentito di rilevare tempestivamente le alterazioni dei parametri vitali e gli eventi sentinella, riducendo la comparsa di complicanze durante la degenza:

“Questo tipo di dispositivo consente un monitoraggio leggero, non invasivo, dei parametri vitali, cogliendo le minime alterazioni che possono essere condivise dal personale medico e infermieristico e determinare così un intervento rapido, immediato ed efficace.”

Secondo Mastroianni, il valore del monitoraggio continuo si riflette anche sugli outcome clinici: aumenta la sicurezza percepita dal paziente, mette a disposizione del team sanitario informazioni raccolte in modo continuo e contribuisce a ridurre l’incidenza delle principali complicanze intraospedaliere. Sostenendo un modello assistenziale capace di adattarsi all’evoluzione delle sue condizioni cliniche.

“Il paziente non è sempre lo stesso durante il ricovero. Può attraversare una fase acuta, stabilizzarsi e successivamente attendere una dimissione protetta. Disporre di un monitoraggio continuo significa poter modulare l’intensità dell’assistenza in funzione dei suoi bisogni reali, ottimizzando al tempo stesso le risorse umane e professionali.”.

E le voci di tutti gli attori coinvolti, raccolte tramite somministrazione di appositi questionari, confermano che il nuovo modello di cura aggiunge valore per tutti, dai medici agli infermieri fino ai pazienti e ai loro familiari.

Più tempo per la relazione di cura

Se il monitoraggio continuo cambia il modo di osservare il paziente, cambia anche il lavoro degli infermieri. Ogni minuto risparmiato in attività ripetitive può essere restituito all’assistenza diretta.

“Il fattore tempo all’interno delle unità operative, dal punto di vista infermieristico, è molto importante. Per questo ottimizzarlo è fondamentale”, spiega Eustacchio Posa, Coordinatore Infermieristico dell’U.O.C. di Pneumologia e Geriatria.

Automatizzare la rilevazione dei parametri vitali significa ridurre il tempo dedicato alle attività manuali e poterlo destinare a ciò che fa realmente la differenza: assistere il paziente, osservarlo, ascoltarlo e seguirne più da vicino l’evoluzione clinica.

L’integrazione automatica dei dati nella cartella clinica contribuisce inoltre a ridurre il rischio di errori di trascrizione.

“Naturalmente avere uno strumento che ti avvisa quando il paziente, ad esempio, sta cercando di scavalcare le spondine oppure sta desaturando è molto importante. Questo non toglie che l’infermiere debba continuare a controllare visivamente il paziente”.

Una precisazione di Posa che restituisce il senso dell’intero progetto: la tecnologia non sostituisce il professionista, ma gli consente di dedicare ancora più attenzione alla relazione di cura, mettendo a disposizione informazioni tempestive che supportano il giudizio clinico e rafforzano la sicurezza del paziente.

 

Dalla sicurezza del paziente a un ospedale più efficiente

Per il Dott. Vitangelo Dattoli, Direttore Sanitario dell’Ospedale Miulli, il valore del progetto va oltre il risultato clinico. Un monitoraggio continuo e tempestivo può infatti contribuire a migliorare l’organizzazione dell’ospedale, rendendo più appropriato l’utilizzo delle risorse e la gestione dei percorsi di cura.

Tra i risultati preliminari emerge una riduzione della degenza media di 2,9 giorni, un dato che assume un significato preciso quando viene letto in relazione alla capacità dell’ospedale di rispondere ai bisogni di salute.

“Più il paziente impropriamente è presente nel reparto, meno pazienti si ricoverano. Quindi si risponde peggio alla domanda di salute quando la degenza media è più elevata.”

Ridurre la degenza significa migliorare il turnover dei posti letto, utilizzare in modo più appropriato le risorse disponibili e offrire una risposta più efficace ai bisogni di salute.

Per il Direttore Sanitario, il monitoraggio continuo rappresenta inoltre uno strumento a supporto della sicurezza delle cure, un tema che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale anche alla luce dell’evoluzione normativa:

“Gli eventi avversi rappresentano una problematica che da sempre interessa sia il legislatore sia il gestore delle strutture sanitarie.”

In tale contesto, osserva Dattoli, tecnologie di questo tipo favoriscono l’adesione alle linee guida, consentono interventi più tempestivi e contribuiscono a documentare in modo puntuale il percorso assistenziale. Aspetti che, oltre a rafforzare la prevenzione degli eventi avversi e la tutela del paziente, risultano importanti anche nella gestione dell’eventuale contenzioso e soprattutto nella valorizzazione delle risorse impiegate, con un aumento del peso medio dei DRG.


Un progetto che guarda al futuro dell’assistenza

Il progetto pilota “High Care in Geriatria” nasceva con l’obiettivo di valutare un nuovo modello assistenziale supportato dal monitoraggio continuo. I risultati preliminari mostrano come una tecnologia indossabile possa contribuire concretamente a migliorare la sicurezza del paziente, supportare il lavoro di medici e infermieri e rendere più efficiente l’organizzazione ospedaliera.

Un’esperienza che conferma come l’innovazione tecnologica esprima il proprio valore quando viene integrata nei percorsi di cura e tradotta, ogni giorno, in benefici concreti per pazienti, professionisti sanitari e sistema salute.

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