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ToggleLa radioterapia rappresenta una delle strategie terapeutiche fondamentali per la cura dei tumori. In Italia, circa il 60% dei pazienti oncologici necessita di radioterapia durante il proprio percorso di cura. La radioterapia è un trattamento non invasivo e indolore, generalmente erogato in regime ambulatoriale. Può essere utilizzata da sola o in combinazione con chirurgia e trattamenti sistemici come chemioterapia o immunoterapia. Sempre più spesso viene impiegata con finalità curative, anche come alternativa alla chirurgia. Nelle forme oncologiche avanzate, può avere uno scopo palliativo. Allevia i sintomi e migliora la qualità di vita. Nei pazienti oligometastatici, invece, può assumere un ruolo ablativo. Colpisce in modo mirato le lesioni e può rallentare la progressione della malattia.
La radioterapia fa parte di un percorso multidisciplinare che coinvolge principalmente i radioterapisti oncologi, insieme a oncologi medici, chirurghi, radiologi, medici nucleari, anatomo-patologi e medici di medicina generale. L’obiettivo è offrire cure personalizzate a ciascun paziente.
Nella radioterapia moderna, ogni trattamento è altamente personalizzato: si punta a massimizzare l’efficacia terapeutica riducendo al minimo il rischio di danni ai tessuti e agli organi sani circostanti. È il radioterapista oncologo, in base alle caratteristiche cliniche del paziente (come tipo di tumore, sede corporea, stadio della malattia, età e stato di salute generale) a scegliere la tecnica radioterapica più appropriata e a definire il numero di sedute e la dose di radiazioni.
Esistono diverse tecniche di radioterapia a fasci esterni, ciascuna erogata con apparecchiature di diversa complessità tecnologica. In particolare, la radioterapia stereotassica (stereotactic body radiotherapy – SBRT) o la radiochirurgia (Radiosurgery – SRS), permettono di somministrare dosi molto elevate di radiazioni in modo estremamente preciso e accurato, riducendo al minimo la dose ai tessuti sani circostanti. Un risultato reso possibile dall’impiego di tecnologie sempre più evolute e sofisticate.
CyberKnife: radioterapia ad alta precisione
CyberKnife è un sistema robotico ad alta tecnologia sviluppato specificatamente per erogare radioterapia stereotassica e radiochirurgia. Permette di colpire il tumore con radiazioni estremamente precise, proteggendo al massimo i tessuti sani circostanti. L’acceleratore lineare, il componente deputato alla generazione delle radiazioni ionizzanti, è compatto e montato all’estremità di un braccio robotico che lo movimenta nello spazio con grande libertà e precisione. Grazie a questo design innovativo, è possibile irradiare la lesione tumorale da molteplici direzioni e angolazioni, garantendo trattamenti accurati anche per tumori situati in sedi complesse, a ridosso di strutture critiche o di forma irregolare, difficilmente raggiungibili.
La vera rivoluzione della tecnologia consiste nella capacità di CyberKnife di seguire in tempo reale i movimenti del paziente. Il braccio robotico lavora in sinergia con un sistema di localizzazione per immagini radiografiche, che monitora costantemente la posizione del tumore o della zona da trattare durante il trattamento. Ogni movimento rilevato, anche fisiologico come quello respiratorio, viene compensato spostando dinamicamente l’acceleratore lineare e il fascio di radiazione. In questo modo, il tumore riceve sempre la dose appropriata, mentre i tessuti sani rimangono protetti.
La geometria di irraggiamento unica e la compensazione continua dei movimenti corporei, con precisione sub-millimetrica, consentono di erogare alte dosi di radiazione in poche sedute (da 1 a 5 frazioni).
Il sistema CyberKnife è estremamente versatile. Le applicazioni cliniche spaziano da lesioni intracraniche e del distretto del testa-collo a lesioni extra-craniche. L’esperienza clinica è molto ben consolidata nel trattamento di metastasi cerebrali, meningiomi, neurinomi, adenomi ipofisari. Inoltre, vengono trattati con CyberKnife tumori spinali, polmonari, epatici, pancreatici, tumori renali e surrenali, tumori alla prostata.
La radioterapia in Italia: reti, tecnologie avanzate e esperienza clinica
“In Italia sono attivi circa 200 centri di radioterapia, collegati da una rete nazionale ed europea attraverso l’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO) e la European Society for Radiotherapy and Oncology (ESTRO)”
ricorda Barbara Alicja Jereczek-Fossa, Professore ordinario di Radioterapia presso l’Università degli Studi di Milano, Direttore della Divisione di Radioterapia presso IEO IRCCS di Milano e Presidente eletto ESTRO (carica che assumerà pienamente nel 2026). Il panorama della radioterapia italiana presenta significativi elementi di eccellenza con alcuni centri riconosciuti a livello internazionale per la qualità delle cure e l’adozione di tecnologie innovative. Negli ultimi anni, grazie agli investimenti del PNRR e al decreto Amato, molte apparecchiature obsolete sono state sostituite con sistemi di ultima generazione, contribuendo a migliorare l’efficacia e la precisione dei trattamenti. Nel febbraio 2024, l’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO) ha avviato il progetto SUPER (System for sUrvey on radiotheraPy treatments and data stoRage and analysis) volto a raccogliere dati completi, aggiornati e condivisi sull’attività dei Centri di Radioterapia in Italia.
Un dato di grande rilievo emerso dal progetto SUPER mostra che oltre la metà dei centri coinvolti esegue trattamenti radioterapici con un intento curativo nel 70-80% dei casi. Questo conferma come la radioterapia oncologica moderna rappresenti oggi una tecnica sicura ed efficace per la guarigione da molte forme tumorali.
Il sistema CyberKnife è tra le tecnologie più avanzate presenti in Italia ormai da oltre 20 anni, in 14 strutture ospedaliere distribuite lungo tutta la penisola. Dal 2003 a oggi con i sistemi distribuiti sul territorio nazionale sono stati trattati più di 60.000 pazienti. Sono centri di eccellenza che adottano le tecnologie più avanzate, rendendo i trattamenti sempre più efficaci, tollerabili e personalizzati.
Milano – Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta
L’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, centro di eccellenza per le patologie cerebrali e spinali, ha recentemente rinnovato la propria dotazione tecnologica confermando la fiducia nella tecnologia CyberKnife. Il gruppo di radioterapia, diretto dalla dottoressa Laura Fariselli, è stato tra i primi in Italia e in Europa a introdurre questa tecnologia.
Nel 2004, la Regione Lombardia avviava un progetto clinico innovativo che vedeva la collaborazione tra l’Istituto Besta, l’Ospedale San Carlo e il Centro Diagnostico Italiano, dando vita a un modello sperimentale pubblico-privato per l’utilizzo di CyberKnife in ambito neuro-oncologico. Nel 2011, l’Istituto ha potenziato l’offerta terapeutica con un sistema CyberKnife, trattando oltre 5.000 pazienti in 13 anni.
La dottoressa Fariselli, che è stata anche presidente della International Stereotactic Radiosurgery Society (ISRS), ha contribuito alla definizione di protocolli clinici nazionali e internazionali consolidando il ruolo dell’Istituto Besta come riferimento internazionale nella radiochirurgia neurologica. È proprio grazie all’esperienza acquisita che presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, vengono quotidianamente trattate tutte le principali patologie oncologiche, benigne e non, del Sistema Nervoso Centrale, ma non solo. Infatti, proprio grazie alla grande precisione e alla sua versatilità, CyberKnife viene utilizzato anche per il trattamento e la cura di malattie non oncologiche come i dolori nevralgici e neuropatici; i disturbi del movimento (ad es. per il tremore essenziale) e le Malformazioni Artero Venose (MAV).
Milano – Centro Diagnostico Italiano (CDI)
Il Centro Diagnostico Italiano è stato tra i primi centri italiani a adottare il sistema CyberKnife avviando, nel 2004, una collaborazione sperimentale pubblico-privato e un protocollo di ricerca clinica condiviso con l’Ospedale San Carlo e l’IRCCS neurologico Besta. Nel 2012, il CDI raddoppia l’offerta tecnologica, installando un secondo sistema CyberKnife e nel 2023 rinnova la base installata con un modello di ultima generazione.
Con due sistemi CyberKnife attivi ha trattato oltre 20.000 pazienti in vent’anni di attività, consolidando l’uso della radioterapia stereotassica come alternativa non invasiva alla chirurgia tradizionale.
Nel corso di vent’anni di attività, il Centro Diagnostico Italiano ha trattato un ampio spettro di patologie oncologiche e funzionali con il sistema CyberKnife. Tra le principali aree di intervento si contano tumori primitivi e secondari del polmone, metastasi ossee, tumori alla prostata, metastasi cerebrali, tumori epatici, tumori primitivi dell’encefalo, meningiomi, melanomi dell’uvea e sindromi non tumorali (e.g nevralgia del trigemino).
“L’elevato numero di pazienti trattati testimonia l’impatto straordinario della radiochirurgia con CyberKnife nella pratica clinica, confermando il CDI come uno dei 14 centri di riferimento nazionale. L’evoluzione tecnologica ha permesso negli anni di migliorare ulteriormente i risultati. Questo è particolarmente evidente per il tumore alla prostata, per il quale i dati più recenti in letteratura mostrano esiti clinici comparabili alla chirurgia mininvasiva nel controllo di malattia a cui si aggiungono significativi vantaggi per la qualità di vita dei pazienti.” – spiega il dottor Giancarlo Beltramo, Oncologo Radioterapista responsabile CyberKnife del Centro Diagnostico Italiano.
Milano – Istituto Europeo di Oncologia (IEO)
Presso il Centro Avanzato di Radioterapia (ARC) dell’Istituto Europeo di Oncologia, la radioterapia stereotassica cranica ed extracranica è supportata da una piattaforma tecnologica che comprende diverse apparecchiature, tra cui il sistema CyberKnife.
Nella Divisione di Radioterapia Oncologica, diretta da Barbara Alicja Jereczek-Fossa, professore ordinario di radioterapia all’Università degli Studi di Milano e presidente eletto ESTRO, carica che assume pienamente nel 2026, sono attualmente in corso circa 50 studi clinici, molti dei quali prevedono collaborazioni a livello nazionale e internazionale e percorsi di cura multidisciplinari per i pazienti oncologici.
“Allo IEO, come in molti altri centri italiani, disponiamo di apparecchiature diverse e proponiamo la tecnica più adatta a ogni paziente. Usiamo sempre più la radioterapia stereotassica (SBRT), con acceleratori lineari o macchine dedicate come il CyberKnife (dal 2011 abbiamo trattato 5000 pazienti), che permette trattamenti mirati in 1–5 sedute, ben tollerati, con effetti collaterali limitati e compatibili con la vita quotidiana. Per valorizzare al meglio queste tecnologie servono consapevolezza e informazione: sono fondamentali per garantire a un numero crescente di pazienti l’accesso a terapie moderne, efficaci e sostenibili. Per questo, il 7 settembre 2025 abbiamo celebrato il primo World Radiotherapy Awareness Day (WRAD), dedicato a diffondere la conoscenza e il valore della radioterapia per pazienti, famiglie e società” commenta la professoressa Barbara Alicja Jereczek-Fossa.
Milano – IRCCS Ospedale San Raffaele
La Divisione di Radioterapia dell’Ospedale San Raffaele, da sempre attenta all’introduzione di tecniche e tecnologie innovative per il trattamento dei pazienti affetti da neoplasie di vario tipo, nel 2017 ha installato il sistema CyberKnife per meglio gestire i trattamenti stereotassici soprattutto delle lesioni soggette a movimento d’organo. La professoressa Nadia Di Muzio, direttore del dipartimento di Radioterapia commenta:
“CyberKnife è diventata con il tempo una apparecchiatura insostituibile ed oggi con l’expertise acquisita riusciamo ad eseguire circa 40-50 trattamenti al mese su una singola apparecchiatura. Con CyberKnife trattiamo vari tipi di lesioni cerebrali che possiamo curare in alternativa ad interventi chirurgici: dai mengiomi, alle lesioni metastatiche alle recidive di glioblastomi, nonché patologie benigne come i neurinomi oltre che recidive di tumori della testa collo. L’impiego del CyberKnife è frequente nei trattamenti di tumori primitivi del polmone di piccole dimensioni in alternativa alla chirurgia con risultati curativi analoghi. Una grande percentuale di pazienti viene trattata in sede di localizzazioni metastatiche polmonari sia uniche che plurime (ne abbiamo irradiate contemporaneamente sino a 10). A livello addominale e pelvico i trattamenti più frequenti riguardano lesioni epatiche, pancreatiche, surrenaliche e in alcuni casi anche lesioni peritoneali. In sede pelvica sono trattate con CyberKnife recidive linfonodali da tumore prostatico o dell’apparato ginecologiche e recidive locali sia di tumori della prostata trattati precedentemente con radioterapia o chirurgia nonché recidive locali di neoplasie del distretto ginecologico. Inoltre, CyberKnife è un’ottima alternativa alla chirurgia per quanto riguarda la cura dei tumori della prostata. Questa tecnologia viene anche utilizzata in protocolli innovativi in singola seduta per tumori della prostata, dell’encefalo, tumori primitivi del rene e del polmone. In tutti questi casi il trattamento è sostitutivo della chirurgia. Inoltre, abbiamo attivi protocolli per trattamenti in singola seduta o al massimo in 5 sedute per irradiare post-chirurgia le pazienti affette da tumori della mammella”.
La professoressa Di Muzio sottolinea che “I trattamenti hanno dimostrato efficacia prossima al 100% con tossicità trascurabili. I trattamenti effettuati con CyberKnife oltre ad aprire orizzonti sempre più ampi sulle patologie che si possono trattare in maniera radicale in alternativa alla chirurgia sono in grado di porsi come trattamenti efficaci anche nella malattia avanzata o metastatica in grado di sostituire trattamenti farmacologici e/o agire sinergicamente alle cure farmacologiche per aumentarne l’efficacia a fronte di tossicità trascurabili aprendo nuove prospettive anche per malattie oligometastatiche e avanzate, in sinergia con le terapie farmacologiche. L’accesso ai trattamenti avviene principalmente attraverso discussioni multidisciplinari, ma anche tramite invio da altri centri oncologici o di radioterapia privi di questa tecnologia. Tutti i trattamenti sono erogati in regime di Servizio Sanitario Nazionale”.
Vicenza – Ospedale San Bortolo
L’Ospedale San Bortolo di Vicenza è stato il primo centro in Europa ad installare il sistema CyberKnife, nel 2003. Il professor Federico Colombo, pioniere della radiochirurgia stereotassica, ha accolto il sistema CyberKnife non solo credendo nella tecnologia, ma contribuendo a perfezionarla.
La tecnologia CyberKnife è nata con l’obiettivo di trattare tumori cerebrali non operabili con metodiche tradizionali e, nel tempo, è stata progressivamente estesa anche ad altre patologie, ottenendo risultati significativi. Nel 2011 è stato installato il secondo CyberKnife, tuttora in uso.
“La nostra Unità Operativa è sempre stata un punto di riferimento nazionale per il trattamento radiochirurgico delle malformazioni artero-venose. Abbiamo inoltre trattato pazienti in età pediatrica. Dopo un’attenta valutazione del quadro clinico e neuroradiologico, e considerando i potenziali effetti collaterali a distanza, i pazienti vengono selezionati per l’irradiazione stereotassica. Si tratta di bambini con malformazioni artero-venose che, per le caratteristiche anatomiche, non possono essere sottoposti a intervento neurochirurgico. La possibilità di guarigione di tali pazienti a distanza di anni è del 90%. Le principali patologie trattate presso la nostra UOSD sono: malformazioni artero-venose, angiomi cavernosi, tumori benigni (meningiomi, neurinomi del nervo acustico, adenomi dell’ipofisi, glomangiomi, ependimomi, craniofaringiomi), tumori cerebrali primitivi maligni, metastasi cerebrali, nevralgia trigeminale (trattamento funzionale), lesioni spinali (metastasi vertebrali, meningiomi, neurinomi, ependimomi)” commenta il dottor Umberto Fornezza, il responsabile dell’UOSD Neurochirurgia ad Indirizzo Stereotassico.
Brescia – Spedali Civili
Agli Spedali Civili di Brescia, presso l’Istituto del Radio Olindo Alberti, la piattaforma CyberKnife è attiva dal 2019. Il sistema eroga trattamenti stereotassici (in una frazione o in frazioni multiple) per lesioni dell’encefalo (primitive o secondarie), della colonna, della prostata, del polmone (primitive o secondarie) e del fegato (anche con monitoraggio del movimento respiratorio). In percorsi multidisciplinari strutturati per tutte le patologie.
«L’introduzione di nuove tecnologie, tutte presenti presso la Radioterapia degli Spedali Civili, tra cui CyberKnife, permette di offrire un ventaglio più ampio di possibilità di cura ai nostri pazienti, aprendo la possibilità di trattare, anche con finalità curativa, neoplasie per le quali era difficile poter proporre un trattamento radioterapico; CyberKnife consente l’effettuazione di trattamenti stereotassici non invasivi e si è rivelato utile in molte situazioni cliniche anche complesse» ha dichiarato Stefano Maria Magrini, già Professore Ordinario di Radioterapia all’Università degli Studi di Brescia. “La versatilità, la precisione e la non invasività dell’apparecchiatura consente il suo utilizzo anche nell’ambito di patologie non oncologiche (ad es. MAV-Malformazioni artero-venose), o di tumori a lenta crescita quali adenomi ipofisari, meningiomi, neurinomi del nervo acustico e in tutti quei casi dove è richiesto un elevato gradiente di dose (rapida riduzione della dose) al di fuori del bersaglio terapeutico, per la vicinanza con gli organi di interesse e la riduzione degli effetti collaterali, quali per esempio i ritrattamenti” ha precisato Michela Buglione di Monale e Bastia professoressa ordinaria di Radioterapia presso Università degli Studi di Brescia e Direttore della U.O. di Radioterapia degli Spedali Civili di Brescia.
Firenze – Casa di Cura Ulivella e Glicini
La Casa di Cura Ulivella e Glicini si è dotata del sistema CyberKnife per la prima volta nel 2009. Nel 2015 il Centro ha aggiornato la piattaforma, diventando il primo modello CyberKnife in Italia dotato, oltre ai collimatori fissi e Iris, anche di collimatore multilamellare (MLC). Il centro è inserito nei percorsi di cura dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi. È integrato nel progetto regionale toscano per offrire cure oncologiche ad alta tecnologia, riducendo la mobilità passiva e diventando un polo di attrazione nazionale.
Dal 2015 l’utilizzo della piattaforma CyberKnife ha consentito il trattamento di 4750 pazienti arrivando a trattare circa 40 pazienti al mese con singolo CyberKnife. Annualmente vengono effettuati circa 450 trattamenti complessivi, di cui il 25% patologia intracranica (anche lesioni benigne) ed il restante 75% patologia extracranica. Il Centro ha maturato una buona esperienza sulla re-irradiazione di recidive di malattia intracranica da primitivi ad origine encefalica e su metastasi encefaliche singole e multiple. L’unità è considerata un riferimento per trattamenti delle patologie extracraniche con CyberKnife. L’utilizzo del MLC per questi trattamenti ha dimostrato, mediante studio dedicato, una migliore qualità dei piani di trattamento e riduzione dei tempi di erogazione. I trattamenti extracranici includono: lesioni ossee vertebrali e in altre sedi scheletriche (circa il 50%, metastasi da prostata e mammella), neoplasie prostatiche in sede e recidive, linfoadenopatie (pelviche, lomboaortiche e mediastiniche), neoplasie polmonari primitive e metastatiche, neoplasie pancreatiche e neoplasie epatiche primitive e secondarie.
Negli ultimi anni il Centro ha avviato una stretta collaborazione con il Servizio di Endoscopia Digestiva e Broncoscopia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi per l’inserimento di reperi interni fiduciali necessari alla guida con immagini del trattamento CyberKnife. In questo ambito, il Centro ha sviluppato un percorso specifico per il trattamento di neoplasie epatiche, neoplasie pancreatiche e linfoadenopatie mediastiniche. Il personale specializzato del Centro gestisce inoltre in autonomia le ulteriori sedi di malattia che richiedono l’inserimento di reperi fiduciali (prostata in sede e recidiva, lesioni sternali, linfoadenopatie inguinali, otturatorie e pararettali).
Per lesioni addominali, toraciche e mediastiniche soggette al movimento respiratorio sono stati effettuati studi interni specifici per valutare e validare l’accuratezza geometrica dei trattamenti erogati con il sistema di monitoraggio e compensazione dell’escursione respiratoria dedicato del CyberKnife. Inoltre, l’effetto dosimetrico di deformazione degli organi addominali è stato oggetto di ulteriore studio per trattare in piena sicurezza lesioni addominali senza eccedere i limiti di dose agli organi a rischio circostanti. Il centro ha maturato una notevole casistica ed esperienza per la re-irradiazione sia in sede intra-cranica che extracranica, sia dopo radioterapia a frazionamento standard che dopo radioterapia stereotassica o radiochirurgia.
Il professor Lorenzo Livi, Direttore della Radioterapia AOU Careggi ha commentato: “Grazie a questo sistema robotico possiamo seguire i movimenti della neoplasia durante tutto il trattamento, mantenendo accuratezza ed efficacia e salvaguardando gli organi a rischio”.
Bologna – Ospedale Bellaria
Nel 2024 l’Ospedale Bellaria di Bologna ha inaugurato il sistema CyberKnife, donato da Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo e intitolato al professor Giulio Gaist, pioniere della neurochirurgia. Il sistema è l’unico disponibile nella regione Emilia-Romagna. L’equipe di Radioterapia dell’Azienda USL di Bologna, sotto la guida della dottoressa Elisa D’Angelo, ottimizza i percorsi di cura dei pazienti oncologici, collaborando all’interno di equipe multidisciplinari in ambito Neuro-Oncologico e Oncologico.
Roma – Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO)
L’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena è il polo oncologico degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO) e rappresenta uno dei centri più avanzati in Italia per la cura dei tumori, con un forte orientamento alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Nel 2017, la divisione di Radioterapia dell’Istituto si è dotata di un sistema CyberKnife.
“Il sistema è principalmente impiegato per trattamenti non invasivi di alta precisione su lesioni cerebrali e spinali e da alcuni anni è attivo un protocollo specifico per il tumore prostatico localizzato a basso rischio e a rischio intermedio, trattato in sole quattro sedute alternate nell’arco di una settimana” spiega il dottor Giuseppe Sanguineti, Direttore della Divisione di Radioterapia.
Roma – Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola
Dal 2024, l’Unità di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Isola Tiberina si è dotata di CyberKnife S7. Il sistema è dedicato a trattamenti radiochirurgici ultra-conformati su diverse patologie craniche ed extracraniche. Grazie a questa tecnologia è possibile trattare sia lesioni benigne che maligne del Sistema nervoso centrale e periferico quali metastasi cerebrali, neurinomi dell’acustico, meningiomi, malformazioni artero-venose cerebrali, nevralgie trigeminali e metastasi spinali. Il centro tratta anche tumori della prostata in regime di ultraipofrazionamento. L’équipe posiziona reperi fiduciali e uno spaziatore retto-prostatico per minimizzare la dose alla parete anteriore del retto. Per garantire la massima sicurezza ed efficacia, il centro ha creato un percorso CyberKnife (“suite CyberKnife”) che prevede, oltre a incontri settimanali di un gruppo multidisciplinare composto da radio-oncologo, fisico medico, neurochirurgo, neuroradiologo, neurologo e neuropsicologo, anche un accesso facilitato a esami diagnostici mirati per la diagnosi e la rivalutazione.
“Questo approccio integrato consente di pianificare trattamenti personalizzati “function sparing” ottimizzando i risultati e riducendo al minimo gli effetti indesiderati”, ha spiegato il dottor Francesco Miccichè, Direttore dell’UOC di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola.
Napoli – Ospedale Cardinale Ascalesi – Fondazione Pascale
Nel 2012 il Pascale, uno dei principali IRCCS oncologici del Sud Italia, inaugura il primo sistema CyberKnife presso la sede centrale dell’ospedale, segnando un passo decisivo verso la radiochirurgia robotica in Campania. A distanza di undici anni, nel 2023, l’Istituto ha confermato la fiducia nella radioterapia stereotassica robotica installando un nuovo sistema presso il Presidio Ospedaliero Cardinale Ascalesi, polo ambulatoriale oncologico integrato nella rete dell’Istituto. A guidare questa evoluzione è stato il dottor Paolo Muto, già Direttore dell’unità operativa complessa di radioterapia oncologica.
“Da novembre 2012 ad oggi, più di 3800 pazienti sono stati trattati con il sistema CyberKnife beneficiando di soluzioni terapeutiche non invasive e di altissima precisione, contribuendo a ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria per tale metodica. I trattamenti intracranici eseguiti hanno riguardato neoplasie maligne (metastasi cerebrali e ossee, ependimomi, reirradiazioni di gliomi e lesioni del distretto testa-collo) nonché benigne (meningiomi, neurinomi, adenomi ipofisari, emangiomi, emangioblastomi, cranio-faringiomi) e malformazioni artero-venose (MAV). I trattamenti extra-cranici hanno incluso sia lesioni primitive che metastatiche dei distretti polmonare, addomino-pelvico (la UOC di Radioterapia dell’IRCCS Pascale è stata tra le prime ad applicare questa tecnica in Italia per la patologia oncologica prostatica), cervico-facciale e spinale. La distribuzione di questi trattamenti riflette un utilizzo diversificato della tecnologia CyberKnife” commenta il dottor Vincenzo Ravo, attuale direttore f.f. dell’unità operativa complessa di radioterapia oncologica.
Bari – Mater Dei Hospital
Unico centro di riferimento per la radiochirurgia robotica in Puglia, il Mater Dei Hospital utilizza il sistema CyberKnife per trattamenti di alta precisione su lesioni intracraniche (come metastasi, tumori cerebrali e recidive, meningiomi, neurinomi, adenomi ipofisari, angiomi cavernosi) e lesioni extracraniche, tra cui il tumore prostatico, polmonare, epatico, pancreatico, metastasi ossee e linfonodali. Il centro opera in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale dal 2015 e, ad oggi, ha trattato circa 2.000 pazienti. Il reparto di Radioterapia Oncologica del Mater Dei Hospital è guidato dal dottor Antonio Nardella già Responsabile del reparto di radioterapia di Città di Lecce Hospital e Anthea Hospital a Bari.
Messina – Policlinico Universitario G. Martino
Il Policlinico Universitario Gaetano Martino di Messina ha installato CyberKnife nel 2007 presso l’U.O.C. di Radioterapia Oncologica: è stato il primo ospedale del Sud Italia e il terzo nel Paese. Una scelta che ha contribuito ad aprire la strada alla radiochirurgia robotica in un’area storicamente penalizzata dalla mobilità sanitaria. Sotto la direzione del professor Stefano Pergolizzi, l’UOC di Radioterapia ha costruito un’esperienza consolidata con la piattaforma e ha partecipato alla stesura di numerosi protocolli clinici e di ricerca per il trattamento stereotassico di lesioni craniche ed extracraniche, includendo anche indicazioni funzionali. Pergolizzi è inoltre presidente eletto di AIRO, carica che assumerà pienamente nel 2026. Un ruolo che lo colloca nel perimetro delle strategie nazionali per rafforzare qualità e appropriatezza delle cure radioterapiche, con un’attenzione specifica alla riduzione delle disuguaglianze territoriali.
Cagliari – Ospedale A. Businco – ARNAS G. Brotzu
Nel novembre 2024 è stato inaugurato il primo sistema Cyberknife della regione Sardegna presso la U.O.C. di Radioterapia Oncologica del P.O. A. Businco – Arnas Brotzu ‘G.Brotzu, diretta dal dottor Raffaele Barbara. Il centro di Cagliari è il più grande della Regione Sardegna ed è polo attrattivo per i pazienti sardi. Questa innovazione è strategica per ridurre la mobilità sanitaria extra-regionale, integrando la radioterapia stereotassica con Cyberknife nei Percorsi-Diagnostico-Terapeutici-Assistenziali (PDTA) oncologici regionali.
“Da novembre 2024 ad oggi, l’Unità di Radioterapia Oncologica ha acquisito la CyberKnife S7, dedicata a trattamenti radiochirurgici ultra-conformati su diverse patologie craniche ed extracraniche, cervico-facciale e spinale. Questa tecnologia ha permesso di trattare sia lesioni benigne che maligne del sistema nervoso centrale e periferico quali metastasi cerebrali, neurinomi dell’acustico, adenomi ipofisari, angiomi cavernosi, meningiomi e metastasi spinali. Nel centro vengono trattati anche pazienti affetti tumori della prostata in regime di ultraipofrazionamento grazie al posizionamento di reperi fiduciali e spaziatore retto-prostatico (balloon) al fine di minimizzare la dose alla parete anteriore del retto. In programma per il 2026, implementare la radiochirurgia per malformazioni artero-venose cerebrali (MAV), le nevralgie trigeminali, i trattamenti radiochirurgici dei bersagli mobili (sia lesioni primitive che metastatiche dei distretti polmonare, addomino-pelvico) ed infine la Radiochirurgia (Cardiac Radioablation – STAR – Stereotactic Arrhythmia Radioablation) per tachicardia ventricolare (TV) e/o fibrillazione ventricolare (FV). Tutti questi trattamenti riflettono un utilizzo diversificato della tecnologia Cyberknife e sono significativi per eliminare le disuguaglianze di cura territoriali.” Ha dichiarato il Dott. Raffaele Barbara, sottolineando come questo percorso contribuisca in modo decisivo a offrire un servizio terapeutico sempre più completo e accessibile a tutti i pazienti della Sardegna.