L‘Azienda ospedaliero-universitaria Pisana ha eseguito i primi interventi con il sistema chirurgico robotico Symani, piattaforma progettata per supportare procedure di microchirurgia e supermicrochirurgia su strutture anatomiche di dimensioni estremamente ridotte. I primi interventi eseguiti hanno riguardato il trattamento del linfedema, una patologia cronica e progressiva del sistema linfatico, spesso associata agli esiti di trattamenti oncologici. Nei pazienti selezionati, la chirurgia fisiologica rappresenta oggi una delle opzioni terapeutiche più avanzate e richiede procedure di microchirurgia e supermicrochirurgia di elevata precisione.
Gli interventi sono stati eseguiti dall’equipe guidata dal prof. Emanuele Cigna, direttore della Sezione di Chirurgia plastica e microchirurgia dell’Aoup insieme al dott. Davide Di Seclì nell’ambito di un programma di sviluppo della microchirurgia e della supermicrochirurgia robot-assistita, destinato ad ampliare progressivamente gli ambiti di applicazione della piattaforma.
Un approccio robot-assistito per la chirurgia del sistema linfatico
Dei sette interventi eseguiti finora con il sistema robotico Symani, uno dei più complessi ha riguardato il trattamento di un linfedema primario bilaterale avanzato degli arti inferiori mediante trapianto di linfonodi. Il prelievo dei linfonodi addominali è stato eseguito con il sistema robotico da Vinci dall’equipe del prof. Luca Morelli e del dott. Niccolò Furbetta. Il sistema robotico Symani ha supportato la fase ricostruttiva, con il trasferimento dei linfonodi e le anastomosi supermicrochirurgiche, eseguita dall’equipe guidata dal prof. Emanuele Cigna.
L’intervento rappresenta un’importante applicazione della chirurgia robotica nel trattamento del linfedema avanzato e potrebbe essere tra i primi casi riportati di trattamento bilaterale mediante l’utilizzo combinato di due piattaforme robotiche dedicate.
Precisione e controllo nelle procedure di supermicrochirurgia
La supermicrochirurgia rappresenta una delle applicazioni più avanzate della chirurgia ricostruttiva. Operare su vasi e strutture anatomiche di dimensioni inferiori al millimetro richiede infatti un livello di precisione che rende il supporto tecnologico un elemento sempre più rilevante. Come sottolinea il prof. Emanuele Cigna:
“La supermicrochirurgia del sistema linfatico richiede la manipolazione e la sutura di strutture dal diametro inferiore a 0,8 millimetri. In questo contesto il robot Symani offre un supporto tecnologico di grande valore: il sistema filtra il tremore fisiologico della mano e riduce la scala dei movimenti del chirurgo, consentendo una precisione estremamente elevata durante le fasi più delicate dell’intervento.”
Nel trattamento del linfedema in fase precoce, l’obiettivo è ripristinare il drenaggio linfatico attraverso anastomosi linfatico-venose, collegando vasi linfatici e vene di calibro estremamente ridotto. Nei casi trattati all’AOU Pisana, i vasi linfatici avevano un diametro compreso tra 0,25 e 0,40 millimetri, un calibro che rappresenta una delle principali sfide tecniche della supermicrochirurgia.
Symani: una piattaforma dedicata alla microchirurgia e alla supermicrochirurgia
Symani entra nella pratica clinica all’AOUP aprendo nuove prospettive per il trattamento di patologie che richiedono interventi su strutture anatomiche estremamente piccole. Dove ogni movimento richiede un livello di precisione elevatissimo. In questi ambiti, il chirurgo opera su vasi sanguigni, dotti linfatici e nervi con diametri inferiori a 0,8 millimetri.
Progettata per supportare procedure di microchirurgia e supermicrochirurgia in chirurgia aperta, la piattaforma apre nuovi scenari e nuove possibilità terapeutiche, contribuendo ad ampliare le applicazioni della chirurgia robotica anche ad altre specialità. L’introduzione di Symani amplia le possibilità della chirurgia robot-assistita anche in ambiti ad altissima specializzazione. Oltre al trattamento del linfedema, la piattaforma è destinata a trovare applicazione in discipline quali neurochirurgia periferica, chirurgia della mano, otorinolaringoiatria, oftalmologia e chirurgia maxillo-facciale, contribuendo a estendere l’impiego della microchirurgia e della supermicrochirurgia robot-assistita in procedure che richiedono la massima precisione su strutture anatomiche di dimensioni estremamente ridotte.