Si è concluso a Roma il XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Endoscopia Ginecologica (SEGi), che dal 23 al 26 settembre ha riunito la comunità scientifica attorno all’evoluzione della ginecologia endoscopica e alle prospettive offerte dall’innovazione tecnologica. ab medica ha partecipato al congresso con CRF di Cambridge Interventional, sistema per la termoablazione a radiofrequenza dei fibromi uterini.
“Less is better: innovazione, de-escalation e precisione in endoscopia ginecologica” è stato il messaggio dell’edizione 2026: una prospettiva che pone l’attenzione sull’evoluzione delle tecniche e delle tecnologie verso procedure sempre più mirate e mininvasive, quando clinicamente appropriate.
È in questo scenario che si inserisce la presenza di ab medica, con una tecnologia dedicata a una procedura ablativa che amplia le possibilità di trattamento dei fibromi uterini.
CRF e la termoablazione a radiofrequenza dei fibromi uterini
CRF è un sistema per l’ablazione a radiofrequenza progettato per supportare il ginecologo nel trattamento dei fibromi uterini attraverso una procedura mininvasiva.
La miolisi mediante termoablazione a radiofrequenza prevede un accesso transvaginale sotto guida ecografica. L’elettrodo ablativo viene inserito all’interno del fibroma e consente di erogare energia a radiofrequenza direttamente sul tessuto target, determinandone l’ablazione.
La procedura permette di intervenire sul fibroma senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e, nei casi clinicamente indicati, può rappresentare un’alternativa terapeutica alla miomectomia e all’isterectomia.
La scelta del trattamento deve naturalmente essere definita sulla base delle caratteristiche della singola paziente, della localizzazione e delle dimensioni dei fibromi e degli obiettivi terapeutici.
Sicurezza e precisione per il ginecologo
Uno degli elementi caratterizzanti di CRF è il supporto fornito all’operatore durante la procedura.
Il sistema integra feedback sonoro transiente e visualizzazione dei parametri operativi in tempo reale, consentendo al ginecologo di monitorare l’andamento del trattamento mantenendo la concentrazione sull’immagine ecografica.
L’attivazione a pedale e i programmi dedicati all’ablazione dei fibromi permettono inoltre una gestione autonoma della procedura, senza necessità di supporto esterno.
Il sistema è quindi pensato per integrare controllo, informazioni operative e semplicità di gestione all’interno del trattamento, accompagnando il ginecologo nelle diverse fasi dell’ablazione.
Un approccio mininvasivo per la paziente
La termoablazione a radiofrequenza si inserisce tra gli approcci mininvasivi al trattamento dei fibromi uterini.
L’accesso transvaginale consente di raggiungere il fibroma senza incisioni chirurgiche esterne. La procedura può essere eseguita in day hospital, con un impatto sul percorso della paziente potenzialmente inferiore rispetto agli interventi chirurgici tradizionali.
La possibilità di trattare più fibromi nella stessa sessione rappresenta inoltre un elemento rilevante nella gestione di una patologia caratterizzata frequentemente dalla presenza di noduli multipli.
I dati disponibili sulla termoablazione a radiofrequenza documentano una progressiva riduzione volumetrica dei fibromi e un miglioramento della sintomatologia nel tempo. L’entità della risposta e i tempi di recupero devono essere valutati in relazione alle caratteristiche della singola paziente e al percorso clinico definito dallo specialista.
Efficienza anche per la struttura sanitaria
L’attenzione alla minore invasività può tradursi anche in un diverso approccio all’organizzazione del percorso assistenziale.
Il trattamento completo, dalla preparazione della paziente all’uscita dalla sala, dura indicativamente circa un’ora, mentre la durata della fase di ablazione varia in funzione delle dimensioni del fibroma.
La possibilità di trattare più fibromi nella stessa sessione può contribuire a ottimizzare il tempo dedicato alla procedura e l’organizzazione dell’attività clinica.
In questo senso, l’innovazione tecnologica non riguarda soltanto la modalità di trattamento, ma può inserirsi anche nella ricerca di percorsi assistenziali più efficienti e sostenibili per le strutture sanitarie.
Dalla tecnologia al percorso di cura
La presenza di CRF al Congresso SEGi 2026 rappresenta per ab medica un momento di confronto con una comunità scientifica direttamente coinvolta nell’evoluzione della ginecologia mininvasiva.
Per ab medica, infatti, la tecnologia rappresenta uno strumento attraverso cui contribuire all’evoluzione della pratica clinica: portare procedure mininvasive in nuovi ambiti applicativi, sostenere il lavoro dei professionisti e favorire percorsi di cura sempre più appropriati e personalizzati.
La termoablazione a radiofrequenza dei fibromi rappresenta in questo senso una delle procedure attraverso cui ab medica sta rafforzando il proprio impegno in ginecologia, con una particolare attenzione agli approcci ablativi e alla possibilità di ridurre l’impatto del trattamento quando clinicamente appropriato.
Il confronto con gli specialisti e con le società scientifiche diventa quindi parte integrante di questo percorso: comprendere l’evoluzione della pratica clinica, intercettare i bisogni dei professionisti e accompagnare l’introduzione di tecnologie che possano tradurre l’innovazione in nuove possibilità terapeutiche.
La partecipazione al XX Congresso Nazionale SEGi si inserisce così nel percorso di rafforzamento di ab medica in ginecologia, con l’obiettivo di contribuire, attraverso tecnologia e competenze, all’evoluzione di una pratica sempre più orientata alla mininvasività, alla precisione e alla personalizzazione del trattamento.