Inaugura presso Casa ab medica la mostra dell’artista Andrea Crespi.
“The Pantheon of Care” è la traduzione artistica della ragion d’essere di ab medica, Just One Care, un’interpretazione in cui arte e bellezza trasformano la cura in un linguaggio universale.
Ponte tra passato e futuro, tra uomo e tecnologia, tra gesto quotidiano e una cura universale.
È l’essenza di ciò che siamo.
Una visione che mette al centro la cura
In ab medica crediamo da tempo che l’arte, in tutte le sue forme, sia uno strumento potente per raccontare valori, visione e innovazione. Siamo un’azienda tecnologica, ma da sempre aperta a contaminazioni culturali che arricchiscono sia la comunicazione esterna sia il dialogo interno. A partire dalla nostra sede, che è essa stessa un’espressione di questa visione, progettata per coniugare tecnologia, benessere e qualità estetica.
L’arte è un linguaggio universale che ci aiuta a interpretare l’evoluzione che accompagna scienza e tecnologia nel dare forma al futuro.
L’exhibition area ab medica come spazio di racconto
Ab medica ha scelto di creare all’interno del proprio headquarters una exhibition area dove ospita mostre annuali ispirate al proprio concept, trasformando uno spazio aziendale in un luogo di ascolto e racconto.
Perché la cura non è solo ciò che facciamo, ma anche come la raccontiamo, come la rendiamo comprensibile, condivisa, vicina alle persone. Ogni progetto espositivo nasce con l’obiettivo di offrire un punto di vista diverso su temi che attraversano quotidianamente il nostro lavoro, affidando all’arte il compito di rendere visibile ciò che spesso resta implicito.
È in questa visione che si inserisce il progetto artistico “The Pantheon of Care”, affidato ad Andrea Crespi, uno degli interpreti più significativi della scena contemporanea italiana.
Un dialogo sospeso tra passato e presente
La mostra prende avvio dal concept Just One Care e ne estende il significato nel tempo. Dodici frasi pensate da ab medica in percorso che accompagna l’idea di cura lungo tutto l’anno.
Da questi messaggi nasce una collezione di dodici opere, ciascuna associata a un valore, che traduce il linguaggio della visione aziendale in esperienza artistica.
Il risultato è un pantheon contemporaneo della cura, in cui mito, etica e innovazione dialogano in modo diretto e accessibile, un luogo in cui passato e futuro si incontrano, si riflettono e trovano, insieme, il senso del prendersi cura.
The Pantheon of Care è pensata come un lungo di convivenza tra arte, persone e valori.
Un ambiente che attiva nuovi punti di vista e rende condivisibile e universale il concetto di cura.
Dodici opere, dodici principi della cura
Il percorso si apre con l’opera Just One Care, concepita come manifesto visivo e soglia concettuale dell’intero progetto. Attraverso un uso calibrato dell’illusione ottica, della luce e della tecnologia, l’opera introduce il visitatore a un’idea di cura non statica, ma dinamica e trasformativa. Il messaggio non è immediatamente leggibile, ma si rivela progressivamente, riflettendo la natura stessa della cura: presente, ma non sempre visibile.
Le figure mitologiche non vengono riproposte come citazioni decorative, ma come archetipi funzionali, capaci di rendere universale il concetto di cura nel presente.
Nel pantheon contemporaneo immaginato da Crespi, tecnologia e umano non si contrappongono, ma si estendono l’uno nell’altro. Inserti tecnologici discreti attraversano le opere come segni di continuità e trasformazione, suggerendo una metamorfosi in cui l’innovazione non sostituisce il gesto umano, ma lo amplifica.
Un modo diverso di raccontare la cura come sistema di valori condivisi, come equilibrio dinamico tra scienza, tecnologia e umanità.