Il trapianto vascolarizzato di linfonodi è una delle procedure chirurgiche più avanzate per il trattamento del linfedema, una patologia del sistema linfatico che può colpire diversi distretti, specialmente arti, testa-collo e genitali, con conseguente accumulo di linfa, gonfiore, dolore, infezioni ricorrenti e impatto sulla qualità di vita.
Al Policlinico di Bari è stato eseguito un intervento di chirurgia robotica del linfedema tramite trapianto di linfonodi addominali completamente con tecnica robotica per il trattamento degli arti inferiori.
Approccio multidisciplinare e sistemi robotici
L’intervento ha coinvolto più equipe e due sistemi robotici. Il lembo linfonodale dell’addome è stato prelevato dal team di Chirurgia generale, guidato dalla professoressa Angela Pezzolla, utilizzando il robot da Vinci. Il professor Michele Maruccia e la professoressa Rossella Elia della Chirurgia plastica e ricostruttiva hanno invece eseguito le delicate anastomosi nel sito ricevente con Symani, piattaforma robotica progettata per interventi microchirurgici complessi.
Robotica avanzata: precisione chirurgica e benefici per il paziente
Symani consente di operare su strutture sub millimetriche con strumenti miniaturizzati dotati di polso articolato. Non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità, migliorando precisione, destrezza e sicurezza, soprattutto negli interventi più delicati.
Il trapianto vascolarizzato di linfonodi permette di ripristinare il drenaggio linfatico e quindi ridurre il volume dell’arto, diminuire le infezioni e migliorare la qualità di vita dei pazienti con linfedema. I primi interventi si sono svolti nell’Unità operativa di Chirurgia plastica e ricostruttiva diretta dal professor Giuseppe Giudice, che definisce l’introduzione della robotica “un salto di qualità straordinario”.
La diffusione della chirurgia robotica in ambito ricostruttivo risponde a un bisogno clinico crescente.
Il linfedema è una condizione cronica e progressiva che incide in modo significativo sulla vita quotidiana dei pazienti. L’integrazione tra competenze multidisciplinari e piattaforme robotiche avanzate consente di affrontare casi sempre più complessi con un approccio mirato, riducendo l’invasività e favorendo un recupero post-operatorio più rapido. Un intervento che apre nuove prospettive, ampliando le possibilità di cura, migliorando i risultati funzionali e riducendo l’impatto degli interventi sui pazienti.