Quali sono oggi le indicazioni cliniche più frequenti per il trattamento con CyberKnife e in quali contesti questa tecnologia rappresenta un vantaggio concreto? A queste domande risponde il dottor Vincenzo Ravo, Responsabile dell’UOC di Radioterapia dell’IRCCS “Fondazione G. Pascale” di Napoli, protagonista di una nuova video-intervista del format ab medica “about Care, who is speaking today?”.
Nel corso dell’intervista il dottor Ravo descrive l’esperienza maturata dal centro napoletano nell’utilizzo della radioterapia stereotassica con CyberKnife, soffermandosi sulle principali indicazioni cliniche, sull’integrazione con i protocolli di ricerca attivi presso l’Istituto e sugli elementi tecnologici che hanno consolidato nel tempo l’impiego della radioterapia stereotassica con Cyberknife nella pratica clinica.
L’esperienza clinica del Pascale
Presso l’IRCCS Fondazione G. Pascale, l’utilizzo della radioterapia stereotassica con CyberKnife è attivo da diversi anni e ha consentito il trattamento di oltre 4.000 pazienti.
Le indicazioni più frequenti riguardano le lesioni encefaliche, sia primitive sia metastatiche, trattate in pazienti adulti e pediatrici. Negli anni è cresciuto anche il numero di trattamenti per meningiomi, neurinomi e schwannomi, oltre al trattamento di lesioni polmonari, sia primitive sia secondarie.
“Abbiamo un’esperienza ormai di quasi 12 anni di trattamenti col CyberKnife, con più di 4000 pazienti trattati. Le principali indicazioni continuano a essere quelle relative alle lesioni encefaliche, comprendendo sia i tumori primitivi che quelli metastatici, in pazienti adulti e pediatrici.”.
Tra le applicazioni di crescente interesse vi è anche il trattamento dei tumori della prostata localizzati, in particolare nelle forme a rischio basso o intermedio, così come il trattamento dei pazienti oligometastatici, caratterizzati da un numero limitato di metastasi.
Il centro tratta inoltre malformazioni artero-venose, una delle indicazioni non neoplastiche per cui la radiochirurgia stereotassica può rappresentare un’opzione terapeutica.
Come spiega il dottor Ravo, la radioterapia stereotassica permette spesso di ricorrere all’ipofrazionamento, cioè a un numero ridotto di sedute rispetto ai trattamenti tradizionali radioterapici. Questo significa percorsi più brevi e più comodi per il paziente, con una migliore adesione alle cure e, in molti casi, minori effetti collaterali.
“Questo tipo di terapie sono agevolate dal fatto che con CyberKnife è possibile a ridurre significativamente il numero delle sedute di trattamento, favorendo unauna maggior compliance del paziente e un più efficace controllo degli effetti collaterali”.
Un ambito sempre più importante è quello ritrattamenti radioterapici, cioè la possibilità di intervenire di nuovo con la radioterapia anche in pazienti che in passato avevano già ricevuto un trattamento e che presentano una nuova ricomparsa della malattia. Il CyberKnife, grazie alla sua precisione, rende possibile questo tipo di approccio in modo sicuro.
Ricerca clinica e radioterapia stereotassica
In quanto IRCCS, l’attività clinica del Pascale è strettamente integrata con la ricerca scientifica.
Tra i protocolli attivi presso il centro vi è lo studio RaBITT (Stereotactic Radiotherapy/Radiosurgery for Brain metastases and Immunotherapy or Target Therapy), che analizza l’utilizzo della radioterapia stereotassica in combinazione con immunoterapia o terapie target nel trattamento delle metastasi encefaliche.
A questo progetto è associato anche uno studio di machine learning, volto a individuare i frazionamenti più appropriati per i pazienti trattati con radioterapia stereotassica.
Un secondo protocollo attivo è il CyPro Trial (CyberKnife Prostate cancer Trial), dedicato al trattamento del carcinoma prostatico a rischio basso o intermedio favorevole con radioterapia stereotassica.
Parallelamente è in corso uno studio di dosiomica, un approccio che analizza in modo molto dettagliato come la dose di radiazioni si distribuisce nei tessuti. Utilizzando tecniche simili alla radiomica, questo metodo permette di ricavare numerosi indizi matematici dalla mappa di dose, utili per costruire modelli predittivi degli effetti collaterali. In questo caso, lo studio è focalizzato in particolare sulla possibilità di prevedere la tossicità urinaria.
Il centro è inoltre coinvolto nello studio REDI-CaP (Recovery of Erectile Dysfunction Induced in Prostate Cancer Patients), rivolto ai pazienti con carcinoma prostatico a rischio intermedio sfavorevole e finalizzato a valutare l’associazione tra trattamento stereotassico con CyberKnife e terapia ormonale orale.
Il valore della tecnologia nella pratica clinica
Secondo il dottor Ravo, uno degli elementi che hanno consolidato nel tempo l’utilizzo di CyberKnife nella pratica clinica è la possibilità di monitorare il trattamento durante l’intera seduta di radioterapia.
“Ormai il CyberKnife è entrato nella nostra pratica clinica”.
Tra gli elementi tecnologici più rilevanti vi sono l’elevata mobilità del braccio robotico, che consente di irradiare il target da numerose angolazioni ottimizzando l’ingresso delle radiazioni nel corpo del paziente, e i sistemi avanzati di tracking, che permettono di monitorare con precisione la posizione del tumore e di correggerne eventuali spostamenti durante il trattamento. Il fascio di radiazioni viene sincronizzato al movimento del tumore sia nel caso di lesioni tendenzialmente statiche, come quelle encefaliche o spinali, sia nel caso di lesioni soggette ad ampi spostamenti, come le lesioni polmonari che si muovono durante la respirazione.
La tecnologia CyberKnife
CyberKnife è un sistema robotico ad alta tecnologia sviluppato specificatamente per erogare radioterapia stereotassica e radiochirurgia. Permette di colpire il tumore con radiazioni estremamente precise, proteggendo al massimo i tessuti sani circostanti. L’acceleratore lineare, il componente deputato alla generazione delle radiazioni ionizzanti, è compatto e montato all’estremità di un braccio robotico che lo movimenta nello spazio con grande libertà e precisione. Grazie a questo design innovativo, è possibile irradiare la lesione tumorale da molteplici direzioni e angolazioni, garantendo trattamenti accurati anche per tumori situati in sedi complesse, a ridosso di strutture critiche o di forma irregolare, difficilmente raggiungibili.
La vera rivoluzione della tecnologia consiste nella capacità di CyberKnife di seguire in tempo reale i movimenti del paziente. Il braccio robotico lavora in sinergia con un sistema di localizzazione per immagini radiografiche, che monitora costantemente la posizione del tumore o della zona da trattare durante il trattamento. Ogni movimento rilevato, anche fisiologico come quello respiratorio, viene compensato spostando dinamicamente l’acceleratore lineare e il fascio di radiazione. In questo modo, il tumore riceve sempre la dose appropriata, mentre i tessuti sani rimangono protetti.
La geometria di irraggiamento unica e la compensazione continua dei movimenti corporei, con precisione sub-millimetrica, consentono di erogare alte dosi di radiazione in poche sedute (da 1 a 5 frazioni).
Il sistema CyberKnife è estremamente versatile. Le applicazioni cliniche spaziano da lesioni intracraniche e del distretto testa-collo a lesioni extra-craniche. L’esperienza clinica è molto ben consolidata nel trattamento di metastasi cerebrali, meningiomi, neurinomi, adenomi ipofisari. Inoltre, vengono trattati con CyberKnife tumori spinali, polmonari, epatici, pancreatici, tumori renali e surrenali, tumori alla prostata.
Radioterapia con CyberKnife in Italia, l’esperienza dell’Napoli – Ospedale Cardinale Ascalesi – Fondazione Pascale
Nell’articolo “Radioterapia con CyberKnife in Italia” dove si approfondisce la radioterapia stereotassica con CyberKnife tra innovazione tecnologica e pratica clinica anche un focus sull’Ospedale Cardinale Ascalesi – Fondazione Pascale. Nel 2012 il Pascale, uno dei principali IRCCS oncologici del Sud Italia, inaugura infatti il primo sistema CyberKnife presso la sede centrale dell’ospedale, segnando un passo decisivo verso la radiochirurgia robotica in Campania. A distanza di undici anni, nel 2023, l’Istituto ha confermato la fiducia nella radioterapia stereotassica robotica installando un nuovo sistema presso il Presidio Ospedaliero Cardinale Ascalesi, polo ambulatoriale oncologico integrato nella rete dell’Istituto. A guidare questa evoluzione è stato il dottor Paolo Muto, già Direttore dell’unità operativa complessa di radioterapia oncologica.
“Da novembre 2012 ad oggi, più di 3800 pazienti sono stati trattati con il sistema CyberKnife beneficiando di soluzioni terapeutiche non invasive e di altissima precisione, contribuendo a ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria per tale metodica. I trattamenti intracranici eseguiti hanno riguardato neoplasie maligne (metastasi cerebrali e ossee, ependimomi, reirradiazioni di gliomi e lesioni del distretto testa-collo) nonché benigne (meningiomi, neurinomi, adenomi ipofisari, emangiomi, emangioblastomi, cranio-faringiomi) e malformazioni artero-venose (MAV). I trattamenti extra-cranici hanno incluso sia lesioni primitive che metastatiche dei distretti polmonare, addomino-pelvico (la UOC di Radioterapia dell’IRCCS Pascale è stata tra le prime ad applicare questa tecnica in Italia per la patologia oncologica prostatica), cervico-facciale e spinale. La distribuzione di questi trattamenti riflette un utilizzo diversificato della tecnologia CyberKnife” commenta il dottor Vincenzo