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Geriatria, monitoraggio continuo e variabile intensità di cura

Franco Mastroianni, Direttore dell’U.O.C. Geriatria dell’Ospedale Miulli, racconta il valore di WinPack per la sicurezza, la gestione del rischio clinico e l’organizzazione dell’assistenza.

L’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti ha sperimentato in Geriatria un modello di cura basato sulla variabile intensità, articolato in diversi livelli assistenziali in funzione delle esigenze del paziente.

All’interno di questo modello, il progetto pilota “High Care in Geriatria” ha previsto l’utilizzo di un dispositivo indossabile per il monitoraggio continuo dei parametri vitali.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Franco Mastroianni, Direttore dell’U.O.C. Geriatria dell’Ospedale Miulli, per approfondire l’esperienza e il contributo del monitoraggio continuo alla gestione del rischio clinico, all’organizzazione dell’assistenza e agli outcome clinici.

Rilevare le alterazioni per intervenire sul rischio clinico

Nella gestione del rischio clinico, disporre di strumenti capaci di rilevare continuamente le condizioni del paziente rappresenta, nell’esperienza del progetto, un elemento di particolare interesse.

Il dispositivo indossabile ha permesso di rilevare una serie di parametri e di individuare eventi sentinella durante la degenza. Un monitoraggio “leggero”, come lo definisce Mastroianni, perché non invasivo e pensato per accompagnare il paziente durante il ricovero.

“Il monitoraggio leggero, non invasivo, dei parametri vitali” consente di cogliere anche le minime alterazioni. Informazioni che possono essere condivise dal personale medico e infermieristico e determinare, nelle parole del Direttore, “un intervento rapido, immediato ed efficace”.

È proprio la possibilità di intercettare tempestivamente questi cambiamenti a essere indicata da Mastroianni come uno degli elementi che hanno contribuito, nello studio, alla riduzione di eventi, complicanze e altri incidenti durante la degenza.

Una diversa intensità di cura, in base alle esigenze

Il modello organizzativo sperimentato al Miulli parte da un presupposto preciso: il paziente non è sempre lo stesso durante il ricovero e le sue necessità possono cambiare.

Per questo l’High Care Geriatrico si inserisce in un’organizzazione articolata in una zona a bassa intensità di cura, una zona semintensiva e una zona a intensità basale.

“Questo è un modello di cura che si basa su una variabile intensità di cura, a seconda delle esigenze e delle necessità del paziente.”

Il percorso può partire da una fase acuta, proseguire con la stabilizzazione e arrivare alla permanenza in ospedale in attesa di una dimissione protetta. In questo passaggio, il monitoraggio indossabile viene utilizzato per identificare i pazienti con maggiore richiesta assistenziale e distinguerli da quelli a basso carico.

L’obiettivo, nelle parole di Mastroianni, è “targettizzare l’intervento sul paziente” e ottimizzare le risorse umane e professionali.

Dati continui per seguire la degenza

C’è poi il valore delle informazioni raccolte durante il ricovero. Il monitoraggio continuo permette di disporre di dati “in maniera continua, puntuale e costante”, che vengono integrati nella cartella clinica e diventano parte del patrimonio informativo del paziente.

Per il medico, significa poter contare su una serie di indicatori sull’andamento della degenza. Per il paziente, significa anche una percezione di sicurezza e rassicurazione legata alla presenza del monitoraggio continuo.

Il tema è particolarmente rilevante in Geriatria, dove si preferiscono degenze brevi per evitare complicanze intraospedaliere come infezioni, cadute e piaghe da decubito.

“Un monitoraggio continuo di questi parametri ci consente di ridurre al massimo l’incidenza di tali fenomeni e di tali patologie.”

Il monitoraggio continuo nel modello High Care

L’esperienza del Miulli mette quindi insieme due elementi: un modello di cura organizzato secondo differenti intensità assistenziali e la disponibilità continua dei parametri vitali del paziente.

Il monitoraggio indossabile accompagna le diverse fasi della degenza, permettendo di rilevare le variazioni delle condizioni del paziente e di distinguere i diversi livelli di bisogno assistenziale.

È all’interno di questa relazione tra dati, paziente e organizzazione della cura che Mastroianni colloca il valore dell’esperienza dell’High Care Geriatrico.

 

Ascolta anche l’intervista al Dott. Vitangelo Dattoli, Direttore Sanitario dell’Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti e Specialista in Medicina Legale e Igiene

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