L’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti ha sperimentato un nuovo modello di monitoraggio continuo dei pazienti in Geriatria attraverso WinPack, tecnologia indossabile per il monitoraggio dei parametri vitali.
Il progetto pilota “High Care in Geriatria” ha prodotto risultati preliminari significativi in termini di durata della degenza, complessità dei ricoveri e sicurezza delle cure, evidenziando anche una riduzione della degenza media di 2,9 giorni.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Vitangelo Dattoli, Direttore Sanitario dell’Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti e Specialista in Medicina Legale e Igiene, per approfondire il valore di questi risultati dal punto di vista organizzativo, economico e della gestione del rischio.
Ridurre la degenza media per aumentare la capacità di risposta dell’Ospedale
Uno dei principali risultati preliminari emersi dal progetto è la riduzione di 2,9 giorni della degenza media. Un dato che, secondo il Dott. Dattoli, deve essere letto non soltanto in termini clinici, ma anche in relazione alla capacità dell’Ospedale di rispondere alla domanda di salute.
La degenza media rappresenta infatti il tempo di permanenza del paziente in regime di ricovero ordinario. Una riduzione della durata del ricovero può tradursi in un maggiore turnover dei pazienti e quindi nella possibilità di accogliere un numero maggiore di persone.
Il tema assume particolare rilevanza nell’area medica, dove la gestione della degenza presenta caratteristiche differenti rispetto all’area chirurgica, già fortemente ottimizzata attraverso percorsi di pre-ricovero e organizzazione delle fasi preparatorie all’intervento.
“Più il paziente impropriamente è presente nel reparto, meno pazienti si ricoverano.”
Dal monitoraggio continuo alla gestione della complessità e delle risorse
L’aumento del peso medio dei DRG rappresenta un altro elemento emerso dalla sperimentazione. Per il Dott. Dattoli, si tratta di un indicatore importante perché il peso del DRG è collegato alle risorse necessarie per la gestione della prestazione e alla complessità del ricovero.
L’impiego di strumenti di monitoraggio continuo può contribuire a creare le condizioni per gestire pazienti più complessi, anche in relazione alla disponibilità di risorse professionali. La tecnologia può inoltre supportare una rappresentazione più completa della complessità clinica attraverso la corretta rilevazione di elementi quali comorbilità e condizioni che incidono sull’impegno assistenziale.
In questa prospettiva, il valore del monitoraggio continuo non riguarda soltanto la dimensione clinica, ma anche la possibilità di utilizzare in modo più appropriato le risorse e di descrivere con maggiore accuratezza la complessità dei ricoveri.
Ridurre gli eventi avversi e rafforzare la sicurezza delle cure
La riduzione degli eventi avversi rappresenta un ulteriore elemento di interesse per le strutture sanitarie. Il tema si inserisce in un quadro normativo che ha progressivamente rafforzato l’attenzione verso la gestione del rischio, l’applicazione delle linee guida e l’adozione di buone pratiche organizzative.
In questo contesto, il monitoraggio continuo può supportare la capacità di intercettare tempestivamente le variazioni delle condizioni del paziente e di intervenire in modo coerente con il percorso assistenziale previsto.
Per il Dott. Dattoli, la tecnologia può inoltre contribuire a documentare ciò che è stato rilevato, analizzato e fatto in risposta a una determinata situazione, rafforzando la tracciabilità del percorso assistenziale.
“La tecnologia ci può aiutare ad aderire alle linee guida e, attraverso un’analisi tempestiva, a dimostrare quello che è stato fatto.”
Tecnologia e percorso assistenziale: il valore di un monitoraggio continuo
L’esperienza dell’Ospedale Miulli mostra come il monitoraggio continuo possa essere considerato all’interno di una riflessione più ampia sull’organizzazione dell’assistenza.
La disponibilità continuativa dei dati può infatti supportare non solo l’identificazione tempestiva di eventuali variazioni delle condizioni del paziente, ma anche una gestione più strutturata del percorso assistenziale, contribuendo alla sicurezza, all’appropriatezza e alla corretta documentazione delle attività svolte.
Il valore della tecnologia emerge quindi quando viene integrata nel percorso di cura e diventa parte di un modello organizzativo orientato a una gestione più consapevole della complessità del paziente e delle risorse disponibili.