L’esperienza maturata dal Mater Dei Hospital di Bari testimonia come le applicazioni cliniche di CyberKnife si siano progressivamente ampliate. Nato per il trattamento delle lesioni encefaliche e della colonna vertebrale, oggi il sistema viene impiegato dal centro anche per lesioni polmonari, prostatiche e di altre sedi anatomiche.
Ne abbiamo parlato con il dott. Antonio Nardella, Responsabile del Servizio di Radioterapia Oncologica di Mater Dei Hospital di Bari, per approfondire l’evoluzione delle applicazioni cliniche di CyberKnife, i benefici per il paziente e il ruolo dell’approccio multidisciplinare nella definizione del percorso terapeutico.
Dalle lesioni encefaliche alle applicazioni in diverse sedi anatomiche
L’esperienza clinica del Mater Dei Hospital conferma come l’impiego di CyberKnife si sia progressivamente esteso a diverse indicazioni, mantenendo come criterio di riferimento la possibilità di trattare lesioni di piccole dimensioni:
“Sappiamo tutti che inizialmente è dedicata alle lesioni cerebrali e della colonna. Stiamo tranquillamente utilizzando il CyberKnife non solo per le localizzazioni encefaliche, non solo per quelle polmonari e prostatiche, ma anche per altre localizzazioni. È chiaro il concetto che è un’apparecchiatura che possiamo utilizzare tutte le volte quando ci troviamo di fronte a lesioni di piccole dimensioni. Altrimenti, come campo di applicazione, dobbiamo per forza cadere nell’ambito dell’applicazione della radioterapia tradizionale classica.”
Trattamenti in poche sedute e monitoraggio continuo del bersaglio
L’esperienza del centro evidenzia come la possibilità di concentrare il trattamento in poche sedute e di monitorare costantemente la posizione della lesione rappresentino due degli elementi distintivi del sistema CyberKnife®. Il dott. Antonio Nardella ne descrive i principali vantaggi:
“Senza dubbio, il vantaggio più importante è il numero delle sedute, che può spaziare da una a un massimo di cinque. Questo percorso terapeutico, quantitativamente limitato, sicuramente riduce il discomfort del paziente, anche da un punto di vista geografico, tenendo conto che sono apparecchiature che sono, diciamo, poche distribuite a livello nazionale. L’altro vantaggio importante è che è un’apparecchiatura che consente di seguire, durante l’esecuzione del trattamento stesso, il bersaglio attraverso un tracciamento radiologico, attraverso delle radiografie che vengono acquisite a livello della console del servizio di radioterapia, conoscendo quindi, momento per momento, ciò che si radia e dove sta la lesione da irradiare.”
L’approccio multidisciplinare nella definizione del trattamento
Per ogni paziente, la scelta del percorso terapeutico nasce dal confronto tra competenze diverse, con l’obiettivo di individuare l’indicazione più appropriata in relazione alle caratteristiche della patologia:
“Nel momento in cui noi valutiamo il caso da prendere in considerazione, quindi da candidare a radioterapia con CyberKnife, c’è una valutazione multidisciplinare e, a seconda della patologia da trattare, c’è la figura chirurgica presente, c’è l’oncologo, c’è la figura del radioterapista oncologo e altre figure professionali che, nell’insieme, si fanno carico del trattamento a cui il paziente deve andare incontro.”
About CyberKnife
CyberKnife è un sistema robotico per radiochirurgia e radioterapia stereotassica che integra un acceleratore lineare miniaturizzato montato su un braccio robotico e un sistema avanzato di imaging. Questa combinazione consente di monitorare la posizione della lesione durante il trattamento e di adattare l’erogazione della dose ai movimenti del paziente.
L’elevata precisione del sistema permette di trattare lesioni localizzate anche in sedi anatomiche complesse, limitando l’irradiazione dei tessuti sani circostanti. Nei casi appropriati, è possibile completare il trattamento in un numero ridotto di sedute, generalmente da una a cinque.