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Tumore alla prostata: screening genetico, diagnosi precoce e terapia focale | about care, who is speaking today? Dott. Lazzeri e Prof. Lughezzani

In Italia sono oltre 40.000 l’anno le diagnosi di tumore alla prostata, la neoplasia più frequente tra gli uomini e la quarta in assoluto. Ogni anno nel nostro Paese causa circa 8.000 decessi dei 180.000 imputabili ai tumori*.

In questa intervista “about care, who is speaking today?”, il dottor Massimo Lazzeri e il professor Giovanni Lughezzani, urologi dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, approfondiscono il ruolo dello screening genetico, della diagnosi precoce e dell’innovazione tecnologica nella gestione del tumore alla prostata.

Tumore alla prostata, il ruolo dello screening genetico e della diagnosi precoce

La prevenzione e la diagnosi precoce del tumore alla prostata stanno evolvendo verso modelli sempre più mirati, grazie all’integrazione tra genetica, imaging avanzato e approcci multidisciplinari.

Lo screening genetico permette di identificare uomini a maggior rischio di sviluppare la malattia. In questo contesto si inserisce lo studio sostenuto da AIRC “La costola di Eva”, che indaga il ruolo dello screening genetico negli uomini portatori di mutazioni BRCA, con l’obiettivo di identificare precocemente i pazienti a maggior rischio e avviarli a percorsi diagnostici dedicati.

Come ci spiega il dottor Massimo Lazzeri, urologo e ricercatore.

“Attraverso la definizione del profilo genetico del paziente possiamo arrivare a identificare il rischio di sviluppare una malattia più o meno aggressiva e individuare chi può beneficiare maggiormente di una diagnosi precoce”

Dalla diagnosi mirata alla terapia focale: verso una medicina personalizzata

Parallelamente, l’innovazione tecnologica sta ridefinendo gli strumenti diagnostici. L’impiego della risonanza magnetica multiparametrica e dell’ecografia ad alta risoluzione consente di individuare la malattia in fase iniziale e con elevata precisione. In questo ambito si inserisce ExactVu, sistema ecografico ad alta frequenza di ultima generazione basato su tecnologia micro-ultrasound, metodica non invasiva utilizzata per supportare biopsie prostatiche mirate.

Questo livello di accuratezza diagnostica consente, in casi selezionati, di accedere a strategie terapeutiche più mirate. Tra queste, il trattamento focale che come sottolinead il professore Giovanni Lughezzani, urologo

“Questi strumenti permettono, nella maggior parte dei casi, di trattare solo la porzione di prostata interessata, con un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti”

 

*Fonte dati: Rapporto AIRC “I numeri del cancro 2025”

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