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05/12/2025

IONVERSARY, un anno di broncoscopia robotica ION

A un anno dall’introduzione della broncoscopia robotica ION in Italia, ab medica ha promosso un incontro di aggiornamento e confronto presso l’Headquarters di Cerro Maggiore, con pneumologi interventisti e chirurghi toracici provenienti da diverse regioni italiane. La giornata ha permesso di analizzare l’impatto della tecnologia nei quattro centri con Programma ION attivo e di avviare un confronto strutturato sulla gestione del paziente con sospetto tumore polmonare.

 

Un primo anno che segna un cambiamento

Durante l’incontro sono stati presentati i risultati del primo anno nei centri italiani che utilizzano ION: IEO Milano, Policlinico Universitario A. Gemelli Roma, Spedali Civili di Brescia e Policlinico Sant’Orsola Bologna. I dati mostrano come la piattaforma migliori la diagnosi dei noduli polmonari periferici, anche quando sono piccoli o in sedi complesse.

La navigazione controllata e la Shape-Sensing Technology sono state indicate come elementi chiave per aumentare la precisione, migliorare la riproducibilità e adottare un approccio mininvasivo, tutte caratteristiche coerenti con la strategia di diagnosi precoce.

Percorsi paziente ancora variabili

Il confronto ha evidenziato che il percorso diagnostico del paziente con sospetto tumore polmonare resta eterogeneo tra strutture e territori. L’assenza di standard condivisi, aggiornati alle nuove tecnologie, produce tempi diagnostici non uniformi e scelte operative diverse. Su questa base i centri hanno discusso possibili aree di armonizzazione e aggiornamento dei percorsi.

 

Evidenze dai centri italiani

Multidisciplinarietà. La dott.ssa Juliana Guarize e la dott.ssa Monica Casiraghi, IEO, hanno rimarcato l’importanza della valutazione multidisciplinare sui singoli pazienti, non solo sui casi. Hanno segnalato che l’introduzione di ION ha modificato la pratica clinica: oggi la tecnologia permette di non lasciare noduli sospetti in attesa di follow-up e di procedere, quando indicato, con interventi diagnostici precoci e mirati.

Riproducibilità diagnostica. Il dott. Rocco Trisolini e la prof.ssa Elisa Meacci del Policlinico Gemelli hanno illustrato come la tecnologia consenta un’accuratezza diagnostica elevata. Questo facilita la standardizzazione delle procedure, sia per la biopsia sia per la marcatura dei noduli.

Armonizzazione dei percorsi. La dott.ssa Michela Bezzi degli Spedali Civili e il prof. Ugo Pastorino dell’Istituto Nazionale dei Tumori hanno sottolineato la necessità di uniformare i percorsi di cura a livello nazionale e di promuovere programmi di screening strutturati per favorire la diagnosi precoce.

Formazione. Il dott. Piero Candoli, Policlinico di Sant’Orsola, ha richiamato l’urgenza di adeguare i percorsi formativi alle nuove tecnologie. La formazione deve comprendere competenze specifiche e competenze collaterali da integrare nell’offerta formativa per preparare gli specialisti alle prospettive future.

Contributo internazionale. Il programma ha incluso un intervento internazionale. È stato presentato un modello oncologico organizzato che già integra linee guida dedicate a questi temi, offrendosi come riferimento per l’evoluzione del modello italiano.

Verso un miglioramento continuo

Con il primo anniversario, ab medica ha consolidato una comunità clinica attiva intorno alla broncoscopia robotica. L’obiettivo condiviso è lavorare per percorsi più chiari, omogenei e appropriati per il paziente con sospetto tumore polmonare, integrando innovazione diagnostica e terapeutica e garantendo sostenibilità dei processi di cura.

 

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