In occasione del World Heart Day, la Dott.ssa Vittoria Bacchetta, Direttore Sanitario del Centro Servizi ab medica,
racconta perché prevenire significa conoscere il proprio rischio cardiovascolare, adottare stili di vita sani
e rendere i controlli più accessibili e continui anche grazie alla telemedicina.
Il 29 settembre si celebra la Giornata Mondiale per il Cuore, l’appuntamento internazionale dedicato alla sensibilizzazione sulle malattie cardiovascolari e sull’importanza della prevenzione. In Italia l’edizione 2026 promuove attività di informazione e prevenzione cardiovascolare, mentre a livello internazionale la World Heart Federation rinnova la campagna “Don’t Miss a Beat”, richiamando l’attenzione sui segnali delle patologie cardiovascolari che possono passare inosservati e sull’importanza di proteggere la salute del cuore.
Le malattie cardiovascolari continuano infatti a rappresentare la principale causa di morte a livello globale e, secondo la World Heart Federation, provocano ogni anno oltre 20 milioni di decessi nel mondo.
Numeri che ribadiscono quanto la prevenzione cardiovascolare resti centrale, non soltanto in occasione di una giornata dedicata, ma nelle scelte e nei controlli che accompagnano la vita quotidiana.
Prevenzione cardiovascolare: conoscere il rischio per agire prima
A ricordarlo è la Dott.ssa Vittoria Bacchetta, Direttore Sanitario del Centro Servizi ab medica, che nell’intervista realizzata in occasione della Giornata Mondiale per il Cuore parte da un messaggio preciso: nonostante i progressi nella prevenzione e nelle terapie, sui fattori di rischio cardiovascolare c’è ancora molto da fare.
“La Giornata Mondiale del Cuore non è solo un anniversario, ma è un modo per ricordarci degli stili di vita sani e di fare dei controlli che preservano il nostro sistema cardiocircolatorio.”
Stili di vita e controlli rappresentano infatti due componenti complementari della prevenzione. Tra le indicazioni ricordate dalla Dott.ssa Bacchetta ci sono l’abolizione del fumo, un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica regolare, insieme al controllo della pressione arteriosa, della glicemia, del profilo lipidico, del peso e della circonferenza addominale.
A questi si aggiunge la valutazione del rischio cardiovascolare individuale, da effettuare con il supporto del medico sulla base di fattori quali età, sesso, abitudine al fumo, diabete, colesterolo, peso e familiarità. Una valutazione che permette di costruire una prevenzione più personalizzata e di individuare, quando necessario, controlli più stringenti.
Rendere la prevenzione più vicina alle persone
Sapere cosa controllare è fondamentale. Ma perché la prevenzione sia efficace occorre anche rendere questi controlli più semplici da raggiungere e continuativi nel tempo. È qui che, secondo la Dott.ssa Bacchetta, la telemedicina può avere un ruolo concreto.
“Abbiamo un mezzo fondamentale oggi che è la telemedicina, che ha un ruolo sempre più concreto nella cardiologia.”
La telecardiologia consente infatti di portare alcuni servizi cardiologici anche fuori dai tradizionali contesti ospedalieri, favorendo l’accesso ai controlli sul territorio e riducendo l’impatto delle distanze. Nell’intervista, Bacchetta sottolinea come la telemedicina possa facilitare i controlli anche per il soggetto sano e contribuire, per chi è già portatore di una patologia cardiovascolare, alla continuità del monitoraggio nel tempo.
È una prospettiva che mette al centro non soltanto la tecnologia, ma la possibilità di costruire intorno alla persona un percorso di prevenzione più accessibile e continuativo.
Telecardiologia ab medica: dall’ECG alla refertazione specialistica
È in questa direzione che si inserisce il servizio di Telecardiologia di ab medica, progettato per rendere il monitoraggio ECG più rapido e accessibile, attraverso un servizio dedicato e dispositivi connessi.
Dopo l’esecuzione dell’elettrocardiogramma (ECG), il tracciato viene trasmesso digitalmente al Centro Servizi di Telemedicina ab medica, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La refertazione è affidata a cardiologi specialisti e il referto viene reso disponibile entro 30 minuti.
Questo modello permette di integrare tecnologia, competenze cliniche e supporto continuativo e può essere utilizzato in differenti contesti territoriali, comprese le farmacie e le iniziative di screening e prevenzione. Il valore non è sostituire il rapporto con il medico, ma facilitare l’accesso a un controllo specialistico e avvicinare la prevenzione ai luoghi della quotidianità.
Prevenzione, tecnologia e continuità della cura
La tecnologia, da sola, non basta. Nelle parole della Dott.ssa Bacchetta emerge un ultimo aspetto essenziale: conoscere i comportamenti corretti non significa necessariamente riuscire a mantenerli nel tempo.
Per questo la prevenzione deve poter accompagnare le persone progressivamente, attraverso obiettivi concreti e con il supporto di professionisti sanitari capaci di seguirle con continuità. In questo percorso, la telemedicina può contribuire a rendere i controlli più accessibili e il monitoraggio più continuativo, avvicinando la prevenzione alle persone e al territorio.
È questa integrazione tra prevenzione, competenze sanitarie e tecnologia a contribuire a un modello di cura più vicino alla quotidianità delle persone.
In occasione della Giornata Mondiale per il Cuore 2026, il messaggio diventa quindi ancora più attuale: riconoscere il rischio, controllarlo e creare le condizioni perché la prevenzione possa diventare parte della quotidianità.
Guarda l’intervista alla Dott.ssa Vittoria Bacchetta, Direttore Sanitario|Centro Servizi ab medica